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ESCLUSIVA – Chiara Pellacani: “A Parigi per vivere la vera esperienza olimpica”

Chiara Pellacani

Potrò finalmente vivere la vera e propria esperienza delle Olimpiadi”. Chiara Pellacani, intervistata in esclusiva da Sportface.it, rivela la grande emozione in vista di Parigi 2024. La tuffatrice romana ha esordito ai Giochi Olimpici nell’atipica edizione di Tokyo 2020: “La concentrazione non era solo sulle gare ma anche sull’ansia di poter prendere il Covid, anche al villaggio olimpico. Quindi un po’ è stato stressante e poi è stato particolare anche il fatto di non avere il pubblico”. Per questo, Chiara spera di poter vivere Parigi 2024 “con più serenità” e gareggiare finalmente con un gran numero di spettatori.

L’atleta della Fiamme Gialle, prima di arrivare ai tuffi, da piccolissima ha praticato danza moderna e nuoto di salvataggio per tre anni. “Poi un compagno di classe alle elementari faceva tuffi e sono andata con lui ad un centro estivo, dove mi sono divertita molto e a settembre ho iniziato a praticare tuffi” racconta Chiara, che ha iniziato a macinare successi da giovanissima. La prima medaglia senior è arrivata agli Europei Edimburgo 2018, quando non ancora sedicenne ha conquistato l’oro in coppia con Elena Bertocchi nel sincro dal trampolino 3 metri, battendo il record di precocità di Tania Cagnotto. Negli anni successivi i risultati si sono susseguiti, ma la loro risonanza mediatica non ha intaccato la serenità dell’atleta classe 2002: “Forse non mi stavo neanche rendendo conto di quanto se ne stesse iniziando a parlare. Devo dire che l’ho sempre vissuta con grande serenità e cerco di farlo tutt’ora, sempre cercando di divertirmi e non pensare troppo agli articoli”.

Chiara Pellacani – Foto Andrea Staccioli e Giorgio Perottino/DBM

I risultati non sono venuti meno neanche quando Chiara, dopo le Olimpiadi di Tokyo, ha deciso di stravolgere la propria vita e trasferirsi negli Stati Uniti per studiare ed allenarsi: “È stato un grande, grande cambiamento. Dall’inizio sono sempre stata molto positiva nel fatto che sarebbe stata un’esperienza che mi avrebbe fatto crescere sia molto di vista personale che nei tuffi e infatti così è stato. Però non è stato per niente facile: io sono sempre abituata a stare lontana dalla mia famiglia perché ho sempre viaggiato molto, però andare a vivere dall’altra parte del mondo è stata una nuova esperienza. È stato un po’ difficile anche abituarmi ad una nuova lingua e a come funziona qui l’organizzazione, però ho comunque continuato ad allenarmi molto bene e piano piano mi sono abituata”.

L’avventura americana proseguirà anche dopo Parigi 2024: “Qui ho ancora altri due anni, mi dovrei laureare a dicembre 2025, e poi mi piacerebbe fare un master di un anno. Quindi sicuramente starò qui almeno altri tre anni, poi vedremo”. La nostalgia a volte si fa sentire (“ora mi piacerebbe tornare a casa”), motivo per cui quando torna a Roma la tuffatrice cerca di passare più tempo possibile con famiglia e amici “perché da quando sono partita ormai non li vedo più spesso”. “Adesso penso che non tornerò a casa fino a fine maggio e poi di solito l’estate la passo a casa per un paio di mesi”, ha spiegato Chiara.

Intanto però c’è un’Olimpiade da preparare, con l’obiettivo principale di arrivare al top della forma: “Stiamo cercando di lavorare al meglio su tutti gli aspetti in questi ultimi 5 mesi. Vorrei arrivare lì sapendo di aver fatto il possibile per arrivarci in forma al 100%”. Chiara è ora impegnata a Berlino (Germania) in Coppa del Mondo, ma test importanti sono stati anche la tappa di Montreal (Canada) ed i Mondiali di Doha dello scorso febbraio. “Questa è la prima volta che abbiamo avuto un Mondiale a febbraio quindi è stata una preparazione un po’ particolare. Avendo già tutti i pass (trampolino 3 metri individuale e sincro, ndr), eravamo già un po’ più sereni. Considerando la preparazione che avevo per questi Mondiali, sono soddisfatta. So che avrei potuto fare qualcosa in più, però abbiamo tempo per lavorarci e per questi Mondiali va bene così”.

Nella rassegna iridata di Doha è arrivata una splendida medaglia d’argento nel sincro misto dal trampolino 3 metri con l’amico Matteo Santoro, con cui Chiara da anni forma un binomio assolutamente vincente: “Da 1 a 10 quanto spero il sincro misto arrivi ai Giochi? 11! Spero veramente che prima o poi diventi una specialità olimpica”. Al momento però, l’unico sincro che potrà disputare alle Olimpiadi è quello femminile con Elena Bertocchi, che a Parigi si disputerà con una finale secca: “A volte ho bisogno di rompere il ghiaccio prima e avere un’eliminatoria mi farebbe bene, però allo stesso tempo una finale secca è anche meglio perché comunque uno si va a giocare tutto subito e può essere un vantaggio. Comunque anche il fatto di essere poche coppie aiuta perché i tempi di attesa non sono così lunghi”.

Chiara Pellacani
Chiara Pellacani – Foto di Giorgio Perottino/DBM

I tempi di attesa possono giocare brutti scherzi all’emozione, ma Chiara preferisce non guardare il suo piazzamento tra un tuffo e l’altro: “Di solito non guardo i tuffi in gara. Mi piace sapere l’andamento della nostra gara, con quanti punti stiamo e cercare di fare il meglio, però non metto tanta attenzione negli altri”. Nell’attesa la romana ama “sdrammatizzare e parlare con gli altri atleti”, per poi concentrarsi nel momento della gara. Anche perché il tuffo in sé dura pochissimi secondi ed ogni errore può essere fatale: “Ci sono veramente tanti dettagli a cui pensare. Io di solito cerco di focalizzarmi solamente su un dettaglio tecnico in maniera da mantenere la mente occupata e non fare entrare altri pensieri. Quindi cerco di focalizzarmi in quel gesto tecnico che magari è il punto chiave per me per poter eseguire un bel tuffo e il resto viene da sé”.

Per staccare la spina tra una gara e l’altra, in valigia non può mancare un libro “perché mi piace leggere un po’ prima di andare a dormire”. Se ci fosse qualche ora libera poi, a Parigi le piacerebbe “andare a vedere una partita di pallavolo”. Pochi semplici momenti di relax, fondamentali però per rilassare i nervi, soprattutto in un evento molto mediatico come le Olimpiadi. Chiara, in realtà, ha già dimostrato più volte di saper gestire molto bene la pressione. Gli Europei di Roma 2022 rimarranno per sempre impressi nella sua mente “perché vincere in casa è un’emozione speciale. L’anno scorso è stato molto importante anche l’Europeo in Polonia, dove ho preso il pass per le Olimpiadi: era una gara molto importante con un po’ di pressione e quindi sono stata davvero contenta del risultato”.

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