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Musetti-Djokovic, nel Principato è tempo di rematch: Nole vuole prendersi la rivincita un anno dopo

Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti - Foto Victor Joly/DPPI / IPA Sport 2 / IPA

Stesso torneo, stesso turno, stesso campo. Lorenzo Musetti e Novak Djokovic a 12 mesi di distanza si ritrovano sul Court Rainier III del Masters 1000 di Monte-Carlo, pronti a sfidarsi per conquistare un posto nei quarti di finale. Esattamente come lo scorso anno, ci arrivano entrambi non esattamente nel momento migliore delle rispettive carriere.

L’attuale numero uno al mondo è ancora a secco di successi dopo tre mesi pieni di stagione, una statistica che di certo nn siamo stati abituati a vedere negli ultimi 15 anni. E l’addio a Goran Ivanisevic ci mostra un Djokovic desideroso di cambiare qualcosa. Probabilmente non nel suo tennis, d’altronde a 36 anni il suo tennis lo ha sviluppato, cambiato e perfezionato più volte nel corso del tempo. Magari solo una questione di stimoli o di voler accanto una figura come Nenad Zimonjic – che lo conosce forse meglio di tutti – in un’annata imporante come quella Olimpica. Situazione già vissuta nel 2021, per Nole l’oro olimpico è più di un semplice obiettivo professionale. Lo sente anche più di uno Slam a questo punto della carriera e nella sua testa si è prefissato che non dovrà accadere quello che invece è successo tre anni fa a Tokyo. Da qui a luglio sarà un lungo cammino e sarà interessante notare l’approccio del serbo ai tanti tornei di spicco che si giocheranno nel frattempo.

Nella vittoria al debutto ai danni di Safiullin ha destato buone impressioni, ma i test probanti sono altri rispetto al russo sul mattone tritato. E negli ultimi anni il feeling con la terra battuta del Principato non è dei migliori, per usare un eufemismo. Un torneo che non vince addirittura dal 2015 e in cui ha raggiunto al massimo due quarti di finale da allora. Mai oltre il terzo turno nelle ultime tre edizioni, come ricorderà bene Lorenzo Musetti che riuscì ad avere la meglio in rimonta nella passata edizione al termine di un match emozionante, teso, ma che non è passato alla storia per la qualità di gioco mostrata.

Un anno dopo, come allora, anche il giovane carrarino arriva a questa sfida in un momento difficile. Tante sconfitte negli ultimi mesi e anche quando riesce a trovare delle buone prestazioni, poi la continuità tende a non arrivare. Monte-Carlo, però, sembra fargli bene: un buon successo all’esordio contro Taylor Fritz, poi una gran bella prestazione nel match di secondo round con Arthur Fils. L’allievo di Simone Tartarini contro il classe ’04 francese ha messo in mostra tutto il suo repertorio da perfetto interprete della terra rossa, dominando ancor più di quanto non dica il punteggio. E forse vincere il secondo set in quel modo, dopo aver tremato ed essere stato rimontato, ma trovando la forza di reagire, potrebbe anche risultare più utile che un 6-3 6-2. Musetti il tennis non lo ha perso nel tempo, la fiducia e le sicurezze invece sì. E ora ritrovare le sensazioni migliori rappresenterebbe più di un semplice punto di (ri)partenza. E contro questo Djokovic, sulla superficie preferita, in un torneo in cui ha dimostrato di sentirsi perfettamente a suo agio, può scendere in campo con convinzione. Poi pare difficile immaginare uno scenario in cui Novak possa perdere di nuovo, dallo stesso avversario, nel medesimo torneo, a un anno di distanza…ma questo è un altro discorso.

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