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Olimpiadi 2026 Milano-Cortina

Milano-Cortina 2026, l’Italia è donna: dalle regine della neve all’eredità a 5 cerchi di Novella Calligaris

Italia più rosa

A metà delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 l’Italia non è soltanto seconda nel medagliere alle spalle della Norvegia, ma è soprattutto trascinata dalle sue campionesse, autentico motore della spedizione azzurra.

Un cammino ricco di emozioni che SPORTFACE sta raccontando giorno dopo giorno tra imprese, storie, retroscena e aneddoti, per vivere fino in fondo un’Olimpiade che parla sempre più al femminile

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Si avvicina il record di Lillehammer 94

Sei ori complessivi, una posizione di vertice e la concreta possibilità di avvicinare i record storici di Olimpiadi Invernali Lillehammer 1994 (sette titoli e venti medaglie totali). Ma il dato che più colpisce è un altro: la netta impronta femminile su questa spedizione.

Le donne stanno facendo la differenza su neve e ghiaccio, davanti al pubblico di casa. Federica Brignone ha illuminato il superG, Francesca Lollobrigida ha firmato una storica doppietta nei 3000 e 5000 metri, mentre lo Slittino, doppio maschile composto da Andrea Voetter e Marion Oberhofer ha conquistato l’oro confermando la solidità del movimento femminile. A loro si aggiungono la Short Track – Staffetta mista e altri podi che portano una chiara impronta rosa.

Anche nei giorni meno prolifici, il segnale è arrivato ancora una volta dalle donne: il bronzo di Michela Moioli nello snowboardcross ha evitato lo stop totale, confermando una leadership tecnica e mentale che si sta rivelando decisiva nell’economia dei Giochi.

L’onda trainante è rosa

Non è una novità isolata. Già nelle edizioni precedenti il traino era stato femminile: a Olimpiadi Invernali PyeongChang 2018 gli ori arrivarono con Arianna Fontana, Michela Moiolie Sofia Goggia; a Olimpiadi Invernali Pechino 2022 fu ancora Arianna Fontana a imporsi individualmente, oltre al successo nel Curling doppio misto con Stefania Constantini e Amos Mosaner.

Milano-Cortina 2026 sta dunque certificando una realtà ormai strutturale: l’Italia invernale parla sempre più al femminile. Non si tratta solo di medaglie, ma di continuità, personalità e capacità di reggere la pressione di un’Olimpiade casalinga.

Con ancora molte gare in programma, la sensazione è che il destino azzurro passi ancora dalle sue campionesse. E se i record dovessero cadere, avranno con ogni probabilità una firma rosa

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Ricordi e record al femminile

Uscendo per un attimo dal tema, ma lasciandoci guidare dai ricordi che questo articolo ha inevitabilmente riacceso, è impossibile non pensare a chi ha aperto la strada.

Il pensiero va a Novella Calligaris che il 30 agosto 1972, a soli 17 anni, scrisse una pagina indelebile dello sport azzurro conquistando a Olimpiadi di Monaco 1972 l’argento nei 400 stile libero: la prima medaglia olimpica del nuoto italiano.

Un’impresa che non rimase isolata. Nella stessa edizione arrivarono anche il bronzo nei 400 misti e quello negli 800 stile libero, completando una tripletta storica che segnò l’inizio di una nuova era per il nuoto tricolore, e più in generale per lo sport femminile italiano.

Un nome che ancora oggi rappresenta coraggio, talento e pionierismo

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