Serie A

Salernitana, Iervolino: “Sono deluso, forse ho sbagliato a dare troppa fiducia”

Danilo Iervolino
Danilo Iervolino, Salernitana - Foto LiveMedia/Danilo Gemito

“Non posso essere il sacerdote di una setta che dopo ogni sconfitta deve sacrificare qualcuno. Non mi si può chiedere questo, non sarei Danilo Iervolino. Mi chiamano Schettino, dicono che ho abbandonato la squadra. Solo perché non parlo da mesi affinché i manager che pago possano assumersi le loro responsabilità in autonomia? È davvero questo il prezzo da pagare per non essere mai stato un tiranno?”. Lo ha detto Danilo Iervolino, presidente della Salernitana, in una lunga intervista al Corriere dello Sport, parlando del difficile momento della squadra granata, ultima in classifica e sempre più vicina ad una retrocessione inaspettata ad inizio stagione. “Tutte le aziende sono sempre trasferibili – dice sull’ipotesi di un passo indietro -. Se il calore della piazza è ancora genuino, avrò linfa vitale. Ma non farò un progetto senza l’amore della tifoseria”.

Non è bastata la rivoluzione a gennaio per invertire la rotta: “La squadra ha mollato troppe volte. Sono delusissimo e ora mi aspetto che prevalga l’orgoglio. Forse ho sbagliato a dare troppa fiducia”, aggiunge Iervolino che poi rivela: “Sousa mi aveva promesso un campionato importante, poi ha cominciato a sparare a zero sulla società. Forse voleva andarsene. Le scelte estive sono tutte di De Sanctis. Ci avevano anche proposto Soulé e Isco, non li ha voluti. Si immagini, in risposta a chi parla di una campagna acquisti a risparmio, che solo Dia e Pirola sono costati più che due intere squadre concorrenti. Poi Sabatini a gennaio ha avuto carta bianca, spendendo oltre 6 milioni: è il miglior ds d’Italia, ma sa che una parte di questi risultati è imputabile a lui e si è già scusato. Su Inzaghi ho puntato, Sabatini ha voluto mandarlo via. Ora diamo tempo a Liverani”.

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