Lazio-Milan, occhio all’approccio: 12 gol a testa nella prima mezz’ora

Rafael Leao Milan Rafael Leao - Foto LiveMedia/Fabrizio Carabelli

Nella scorsa stagione fu un rocambolesco finale a regalare al Milan la vittoria nel crocevia Scudetto contro la Lazio all’Olimpico. E sia i rossoneri che i biancocelesti quest’anno hanno perso diversi punti da situazioni di vantaggio. Eppure, stavolta, può essere l’approccio alla gara la chiave decisiva di un match che interessa ad almeno altre cinque squadre. Solo l’Inter (13) infatti ha segnato più gol di Lazio e Milan (entrambi 12) nei primi 30 minuti di gioco in questo campionato. E la squadra di Sarri è l’unica a non averne ancora subiti nello stesso intervallo. Numeri di una squadra che sa entrare in campo con la testa e l’atteggiamento giusto, e che nelle ultime uscite sembra aver migliorato anche la gestione del vantaggio nei minuti finali. Un avvertimento per un Milan che deve ritrovare identità ed entusiasmo dopo la sconfitta in Supercoppa Italiana e i due pareggi in campionato con Lecce e Roma. Non ci sarà Theo Hernandez, fermo per un affaticamento. Pioli lancia Sergino Dest sulla fascia di Leao. La Lazio deve ancora fare a meno di Immobile (esami in 48 ore) e si prepara al tridente leggero con Felipe Anderson, Pedro e Zaccagni. Senza Immobile la percentuale di successi biancocelesti in campionato scende al 33%, con una media di 1.3 punti, eppure in questa stagione la Lazio sembra aver risolto anche il problema dell’assenza del suo miglior marcatore di tutti i tempi. Felipe Anderson sta vivendo una delle sue migliori stagioni da falso nove, ma domani potrebbe agire largo per aiutare Lazzari nella corsia di Leao. L’esterno portoghese nella scorsa stagione ha preso parte a un gol in entrambe le sfide contro la Lazio ed è lui il fattore che Pioli vuole sfoderare per ritrovare tornare a -9 dal Napoli. Senza dimenticare l’arma dalla panchina: Ante Rebic è recuperato e in carriera ha segnato 2 gol e servito 3 assist contro i biancocelesti.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio