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Da Spalletti-Giuntoli a Garcia-Meluso: la triste parabola del Napoli di De Laurentiis

Aurelio De Laurentiis e Rudi Garcia
Aurelio De Laurentiis e Rudi Garcia - Foto LiveMedia/Agn Foto

Dov’è il Napoli che solamente qualche mese fa festeggiava uno degli Scudetti più dominati della storia del calcio italiano? La domanda è legittima, la risposta invece è sotto gli occhi di tutti. Una scelta sbagliata dietro l’altra, un avvio di stagione da incubo, un allenatore già esonerato a parole, ma poi tenuto in panchina perché il sostituto non accetta e declina gentilmente l’offerta del presidente Aurelio De Laurentiis. Già, proprio lui, il patron. Il grande artefice di questi ultimi mesi che hanno cancellato un entusiasmo dilagante, hanno ammosciato anche il più ottimista dei tifosi. E la stagione è appena cominciata. 

De Laurentiis da quando è al Napoli ha commesso pochi errori. Anzi, ha portato praticamente solo grandi allenatori: da Rafa Benitez a Carlo Ancelotti senza dimenticare Maurizio Sarri, Walter Mazzarri e ovviamente Luciano Spalletti. Ha portato attaccanti di qualità altissima: Cavani, Lavezzi, Higuain, Osimhen. Da leccarsi i baffi. E questo nessuno deve mai dimenticarlo. Poi però è altrettanto vero che la gestione del post Scudetto è stata ai limiti dell’imbarazzante. Il Napoli è passato da Spalletti-Giuntoli al duo Garcia-Meluso che, con tutto il rispetto, sono almeno un paio di categorie sotto ai sopra citati. 

Otto partite di campionato: quattro vittorie, due pareggi e due sconfitte. Già -7 dal Milan capolista, due partite perse in casa contro Lazio e Fiorentina e almeno tre giocatori che hanno mandato a quel paese l’allenatore. E che giocatori: Osimhen, Kvaratshkelia e Politano. Cambi senza senso (Zerbin-Kvara nel finale di Genoa-Napoli 2-2), Osimhen due volte sostituito quando pareggi o addirittura stai perdendo in casa, Raspadori messo sulla fascia, Kvara a destra. Insomma Napoli non è più la squadra ammirata solo qualche mese fa. 

De Laurentiis, già responsabile per la scelta di non sostituire adeguatamente allenatore e direttore sportivo, decide di continuare a fare danni. Come? Di fatto esonerando a parole Garcia e cercando di convincere Antonio Conte. Che però, per ora, ha declinato l’offerta e ha ribadito di voler rimanere a riposo. E allora finisce che in panchina ci rimane davvero Rudi Garcia: forse a tempo, forse per tre partite, per quattro, per cinque. Chi lo sa. Con De Laurentiis e il suo staff che saranno vicini alla squadra nei prossimi giorni, anche durante gli allenamenti. Una sorta di commissariamento mascherato. E i tifosi, il cuore del tifo, insorge. Sono già stanchi. Ma siamo solamente ad ottobre. E quelle magnifiche serate primaverili, dove tutto l’amore e la gioia di un popolo vestito a festa versava incontenibile sulle strade di Napoli, sono solo un vago e lontano ricordo. 

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