Editoriali

Jannik Sinner: il tennis professionistico è diverso dagli altri sport

Jannik Sinner
Jannik Sinner - Foto Ray Giubilo

Il tennista non è paragonabile a sportivi di altre discipline (se non, probabilmente, al golf). Il tennista professionista è un’azienda. Con tanto di dipendenti. Nel caso di Sinner, molti dipendenti Il tennista professionista non è stipendiato. Guadagna in due maniere:

  1. prize money, quindi i soldi guadagnati attraverso i risultati nei tornei A) gioco, vinco, guadagno tanto B) gioco, perdo, guadagno poco C) non gioco, non guadagno.
  2. sponsor.

La cura del corpo per un tennista viene, sostanzialmente, prima di tutto (lo ha spiegato un certo Novak Djokovic, molto bene, nella conferenza post trionfo a New York). E la cura del corpo si ottiene solamente da una corretta programmazione stagionale (che può variare nell’anno). Se un tennista si fa male, quindi, non guadagna. E l’azienda-tennista va in difficoltà. Parliamo dunque di altri sportivi: se un calciatore si fa male, viene pagato lo stesso (come un cestista o un qualsiasi atleta di uno sport di squadra con contratto professionistico), se un atleta di uno sport di squadra non è in forma e deve recuperare, giocherà qualcuno al suo posto, senza rischiare un problema fisico.

Gli atleti dei gruppi sportivi militari (a meno che non siano campioni ricoperti di sponsor) non vivono nello sfarzo ma non devono rendere conto a 20/25 dipendenti o collaboratori. Altro punto importante: La Nazionale, per quasi tutti gli altri sport, rappresenta la massima aspirazione possibile come importanza degli eventi. La Serie A di Volley è nulla rispetto a un oro olimpico. Invece qualsiasi risultato raggiunto con la Nazionale (Davis/Olimpiadi), nel tennis, è molto importante ma non rappresenta in alcun modo l’apice. L’apice nel tennis è rappresentato, senza possibilità di smentita, dai quattro tornei del Grande Slam.

Inoltre l’attuale format Davis ha anche meno fascino di quello passato. A occhio verrà ricambiato presto, ma questo è un altro discorso. In sostanza non è possibile paragonare Sinner a Giannelli, né a Tortu né tantomeno a Barella. Sinner, semmai, è accomunabile al Milan, all’Inter, alla Juventus È una azienda sportiva in tutto e per tutto.

Questo non vuol dire che non si possa essere in disaccordo con le sue scelte e con la gestione (comunicativa e di scelte) della Nazionale, ma è bene conoscere tutti i dettagli prima di sparare a zero.

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