Tsitsipas ancora fatale a Melbourne: ma un anno dopo è tutto un altro Sinner

Jannik Sinner Jannik Sinner - Foto Ray Giubilo

Il day 7 ha segnato la fine degli Australian Open 2023 per il tennis italiano. Con l’eliminazione di Jannik Sinner agli ottavi di finale nessun azzurro sarà al via nei quarti tra tabellone maschile e femminile. L’altoatesino si è visto sbarrare la strada dal greco Stefanos Tsitsipas, che si è imposto con il punteggio di 6-4 6-4 3-6 4-6 6-3 dopo quattro ore di lotta. Mai come quest’oggi, però, bisogna analizzare il match con lucidità, cercando di prescindere dal freddo risultato finale. I due, infatti, si erano incontrati sulla Rod Laver Arena già un anno fa, quella volta in occasione dei quarti. Sinner uscì dal campo privo di certezze.

L’umiliazione tecnica subita per mano dell’ateniese gli fece prendere la decisione di abbandonare dopo sette anni il padre putativo Riccardo Piatti per affidarsi al duo rappresentato da Simone Vagnozzi e dal ‘super coach’ australiano Darren Cahill. L’obiettivo era semplice: aggiungere nuovi elementi al proprio tennis per poter creare un piano B rispetto al martellamento senza compromessi con il dritto ed il rovescio. Dodici mesi dopo una cosa la si può dire senz’altro. Tsitsipas rimane un tennista superiore ma la differenza si è quasi completamente assottigliata per Jannik, con il greco così come con gli altri top. L’azzurro, infatti, possiede una capacità d’apprendimento rara. Riesce ad immagazzinare qualcosa ogni giorno e dopo ogni partita. Ai tifosi si chiede pazienza accontentandosi di constatare con gioia che la strada di arricchimento tennistico intrapresa dal ventunenne italiano è quella corretta.

Ce l’ha rivelato la prestazione odierna di Sinner, messa in atto contro uno degli avversari per lui più indigesti e difficili da decifrare sul circuito. Il greco si è contraddistinto una volta di più per completezza. Per i primi due set è riuscito a variare tantissimo le traiettorie sia con il rovescio sia con il servizio. Incredibile anche la velocità di piedi soprattutto negli spostamenti laterali per colpire con il dritto. Ciò nonostante, si è deciso tutto con un break nel nono game da parte dell’ellenico, bravo ed esperto nel non perdere lucidità dopo aver subito il ritorno altoatesino in entrambe le frazioni. Jannik ha giocato alla pari ma è stato penalizzato da qualche errore non forzato di troppo e da una gestione delle fasi cruciali certamente migliorabile.

Sinner, poi, nella terza e quarta frazione ha perfezionato tantissimi elementi, a cominciare dalla resa al servizio, dal posizionamento in risposta e dalla varietà e profondità dei propri colpi. L’unico rammarico, tanto per dare le dimensioni della superiorità dell’altoatesino in questo spezzone di gara, è non essere riusciti a partire alla battuta nel quinto e decisivo set con il greco in totale balia del tennis dell’azzurro. Tsitsipas, infatti, ha sfruttato uno dei soliti toilet-break per ricompattarsi ed aggrapparsi al proprio servizio. Da giocatore più esperto e (ad oggi) superiore, ha atteso il momento propizio per piazzare la zampata. Oggettivamente un parziale sempre con l’acqua alla gola per Sinner, capitolato nel sesto gioco ma che già nel quarto aveva salvato in extremis tre palle break di fila.

Ripartire da cosa non è andato in questo quinto set, adesso, diventa un imperativo. Lampanti soprattutto alcuni limiti fisici palesati durante l’ultima mezzora e la mancanza di killer istinct nelle fasi cruciali dei primi due set e sulle tante palle break (solo 4/26 trasformate). Se però un anno fa lo sconforto e l’impotenza erano le sensazioni dominanti, oggi c’è solo tanta euforia nel voler scoprire cosa riserverà il futuro a Sinner. Davanti agli occhi, finalmente, abbiamo un  giocatore non più monocorde ma che ha assimilato delle nuove tattiche per potersela battagliare ad armi pari anche con i più grandi. Pazienza e perseveranza le parole d’ordine, consapevoli che il famoso salto di qualità arriverà ben presto.

GLI ALTRI MATCH – Nel maschile l’upset del day 7 lo ha messo a segno Jiri Lehecka battendo in quattro set (4-6 6-3 7-6 7-6) il numero sette del mondo Felix Auger-Aliassime. Il canadese non ha mai convinto del tutto da quando ha messo piede a Melbourne. Nel suo cammino fino al quarto turno aveva lasciato per strada ben quattro parziali: uno contro il connazionale Vasek Pospisil, due contro lo slovacco Alex Molcan e uno contro l’argentino Francisco Cerundolo. I nodi sono venuti al pettine al cospetto del ventunenne ceco. Quest’ultimo non aveva mai vinto un match Slam prima di questa settimana. Adesso è addirittura tra i migliori otto giocatori del torneo. Sarà lui l’avversario di Stefanos Tsitsipas. L’altro quarto di finale della parte alta del tabellone se lo giocheranno Sebastian Korda e Karen Khachanov.

Anche per l’americano sarà un esordio assoluto a certi livelli. Decisiva per lui la vittoria sul polacco Hubert Hurkacz al super tie-break finale (3-6 6-3 6-2 1-6 7-6). Confermato lo splendido momento del nativo di Bradenton. Per lui, adesso, ci sarà la vera prova del nove contro un lupo di mare come il russo. Con quello ottenuto in Australia, ha raggiunto i quarti di finale in tutte e quattro le prova Major. Il sovietico ha lasciato le briciole al giapponese Yoshihito Nishioka (6-0 6-0 7-6), riuscito solo nel terzo set ad instillare qualche dubbio nel gioco del suo avversario. Nel femminile hanno fatto particolare rumore tre eliminazioni, su tutte quella della numero uno del mondo Iga Swiatek. A passare è stata con un duplice 6-4 la kazaka Elena Rybakina che, con la sua potenza, ha spazzato via il tennis della polacca.

La campionessa in carica di Wimbledon troverà ai quarti di finale un’altra ex vincitrice Slam come la lettone Jelena Ostapenko. Quest’ultima, sempre in due set (7-5 6-3), ha messo fine alle velleità di titolo della diciottenne statunitense Cori Gauff. Ha salutato Melbourne anche la vincitrice del Roland Garros 2021, la ceca Barbora Krejcikova. Non si può definire una vera e propria sorpresa. Ad estrometterla con lo score di 7-5 6-2 dal torneo, infatti, è stata l’americana Jessica Pegula. Numero tre del mondo, non è mai protagonista sulle prime pagine ma è dotata di un tennis moderno e veramente molto efficace. La nativa di Buffalo partirà favorita nell’altro quarto della parte alta contro la bielorussa Viktoria Azarenka. La due volte vincitrice nel primo Slam della stagione non ha di certo passeggiato contro la cinese Lin Zhu (4-6 6-1 6-4).