Sinner, quasi: riprende Tsitsipas agli Australian Open, ma non centra il quinto quarto di finale Slam

Jannik Sinner Jannik Sinner - Foto Ray Giubilo

Jannik Sinner non disputerà i quarti di finale degli Australian Open 2023. L’azzurro ha sfiorato la vittoria contro Stefanos Tsitsipas al termine di un incontro intenso, complesso, in cui sembrava poter essere giunto al capolinea dopo due parziali gettati al vento; grande gioia smorzata in gola in conclusione del quinto set, per un 4-6, 4-6, 6-3, 6-4, 3-6 molto amaro. Il giovane altoatesino non ha soltanto martellato con dritto e rovescio da fondocampo, ma, anzi, ha saputo reinventarsi in corsa azzardando soluzioni che non brillano di luce propria nel suo repertorio di colpi.

La palla corta, giocata strategicamente in momenti delicati e talvolta erroneamente, ha conferito all’italiano man mano qualcosa in più, anche a livello di sicurezze, sebbene la vera chiave della partita sembrava poter essere rappresentata dal suo rendimento sempre più incisivo in risposta. Sinner, infatti, ha guadagnato ben 26 chance di break in quattro set a discapito di Tsitsipas, il quale non ne aveva mai concesse così tante in carriera; il tutto insinuando dubbi nella mente dell’ateniese e quasi ribaltando le sorti della partita.

Inoltre, una condizione fisica evidentemente migliore rispetto all’avversario, realisticamente, ha consentito al giocatore di San Candido di riprendere per i capelli una chance fioca dopo il doppio 6-4 primordiale del greco. Non da sottovalutare la reazione alle difficoltà dell’italiano, il quale è riuscito in due occasioni consecutive a rimontare due set di svantaggio in questi Australian Open; prima Marton Fucsovics e poi Stefanos Tsitsipas hanno fatto le spese della voglia di mettersi in risalto di Sinner, battagliero sino a quando umanamente possibile, sebbene questa volta costretto alla resa.

I RECORD SLAM

Dopo una delusione di questo calibro, Sinner può comunque osservare con orgoglio la sua collezione di ottimi risultati Slam; soltanto avvicinato l’exploit agli Australian Open 2022, con  un solo parziale a dividerlo dai quarti. In generale, si consideri la preferenza dell’hard court su cemento, in cui Jannik ha raggiunto i migliori risultati e un totale di due quarti Slam prendendo in considerazione anche gli Us Open.

Nonostante la sua preferenza per superfici rapide, che favoriscono naturalmente il suo tennis potente e “d’impatto”, da non dimenticare il medesimo risultato sulla terra del Roland Garros (peraltro il più precoce, addirittura nel 2020 e fermato dal solo Rafael Nadal, poi trionfante) e a Wimbledon 2022, che, come sappiamo, è una competizione “a parte” con il terreno di gioco che si presenta come croce e delizia per molti tennisti non specialisti. Sinner non ha eguagliato le gesta della stagione precedente a Melbourne, ma ha dato un segnale evidente: questi risultati, oltre che replicati, possono essere superati a breve.

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SOGNO SEMIFINALE INFRANTO

Nel percorso australiano di Sinner vi sarebbe stato in attesa Jiri Lehecka, stellina che ha già sorpreso Cameron Norrie e Felix Auger-Aliassime in questa edizione del torneo. L’esplosività dei colpi del ceco può realisticamente mettere in difficoltà Tsitsipas, il quale può soffrirne l’intensità e la tracotanza tattica; il tennis high-risk di Lehecka, tipico della giovane scuola ceca che sta ben maturando, non va però molto lontano dagli standard del greco, così come dal tennis esponenzialmente più prolifico di Sinner; l’ellenico può prevalere una maggiore esperienza a questo punto dei grandi tornei.

Se è innegabile che Lehecka sia un ottimo giocatore e abbia ampi margini di miglioramento per affermarsi concretamente nel circuito nel futuro imminente, è ancor più inopinabile il fatto che la possibilità di approdare al penultimo atto di uno Slam, questa volta, per Sinner, sarebbe stata davvero ghiotta nonché da cogliere al volo. Sinner ha rimandato l’eventuale accesso alla ventunesima semifinale Slam della storia italiana, dopo le recenti imprese di Marco Cecchinato (Roland Garros 2018) e Matteo Berrettini (Us Open 2019, Wimbledon 2021, Australian Open 2022), nonché la prima personale.

IL NUOVO CIRCUITO

Le ultime considerazioni concernono l’andamento del torneo, di questi Australian Open 2023 folli. Dopo l’uscita di scena clamorosa di tanti big, tra i quali spiccano Rafael Nadal, Daniil Medvedev, Alexander Zverev (il primo e il terzo tutto fuorché al meglio fisicamente), Hubert Hurkacz e Casper Ruud, è semplice tirare le somme: il circuito Atp si sta evolvendo e regna, così come regnerà, un equilibrio elettrizzante, con tanti sensazionali atleti a contendersi i migliori tornei esistenti.

In un evento così prestigioso, è particolarmente indicativo, nel merito, il fatto che le prime due teste di serie (Nadal e Ruud appunto) abbiano salutato le proprie chance di gloria prima dell’accesso ai quarti di finale. Il tennis sta cambiando, le chance si moltiplicano e, chi è baciato dal talento come Sinner, può azzardare alcuni pensieri che sembravano utopici nel breve periodo. La stella italiana non è più in gioco agli Australian Open, ma l’annata è appena iniziata: attenzione a Jannik.