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Tommy Paul, non solo Lazio: “L’infortunio? Mi ha aiutato a preparare la terra”

Tommy Paul
Tommy Paul - Foto Ray Giubilo

Dopo lo spavento di Miami, Tommy Paul è tornato subito in carreggiata. L’americano, numero 16 ATP, è approdato agli ottavi di finale agli Internazionali d’Italia 2024. Arrivato a Roma il 2 maggio, uno dei primissimi a presentarsi Foro Italico, da allora ha giocato solo due match. Sono pregi e difetti del format di due settimane adottato da Madrid, Roma e Shanghai (nel 2025 si aggiungeranno i Masters 1000 di Canada e Cincinnati). “Negli Stati Uniti mi sono sempre piaciuti. In Europa non saprei, forse non è ideale giocare due tornei in due mesi – spiega Paul -. Alla fine abbiamo tanti giorni liberi e in campo non hai una scusa per non essere riposato. Dopo la sconfitta a Madrid sono arrivato presto a Roma e mi sono abituato alle condizioni. Ho fatto un blocco di allenamento ed è stato un bene”. 

Prendere il lato positivo da queste situazioni fa parte dell’animo del tennista del New Jersey che, incredibilmente, riesce a trovare del buono anche quando parla dell’infortunio alla caviglia che lo ha costretto al ritiro dal match contro Martin Damm a Miami: “Stavo giocando bene e sentivo di poter fare strada in quel torneo. Alla fine però questo mi ha permesso di avere tempo. Negli ultimi anni dopo Miami sono sempre andato a Houston, ho riposato una settimana e poi andavo in Europa. Questa volta, dopo la prima settimana in cui non ho camminato, ho gradualmente recuperato e per la prima volta ho fatto tre settimane di preparazione sul rosso prima di giocare a Madrid. La gravità? All’inizio non lo sapevamo e temevo di poter saltare il Roland Garros. Alla fine era una cosa minore ed essendomi successo in passato sapevo come gestire il processo”. 

Dopo il buon esordio con Karatsev, Paul ha superato Koepfer con il punteggio di 6-4 6-3. Sugli spalti di Campo 12 è arrivato anche il tifo di qualche sostenitore laziale, dopo che l’americano a inizio settimana aveva pubblicato un post scrivendo “Forza Lazio”, cosa che gli è poi valsa l’invito allo Stadio Olimpico in occasione di Lazio-Empoli: È stato bellissimo, era la prima volta allo stadio per vedere la Lazio. Sono stato contagiato da Opelka, uno dei miei migliori amici. Lui è un grande tifoso. In campo tanti laziali mi hanno sostenuto, quindi dovevo ricambiare il favore”. Tornando al tennis, le idee sono altrettanto chiare: Non provo ad inventarmi niente in questa fase, voglio divertirmi. Sto lavorando sugli spostamenti in campo, questa è una cosa che posso fare meglio. La classifica? Anche quando mi avvicinavo alla Top 100 il mio pensiero era rivolto ai tornei, a vincere magari 2 o 3 Challenger, passare i turni Slam. Adesso è uguale, penso a vincere tornei. Nel 2023 non ci ero riuscito, quest’anno ho vinto a Dallas”.

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