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Roma, 5 punti come nel 2004, 2010 e 2018. Nei tre precedenti la Champions fu un miraggio

Romelu Lukaku Roma
Romelu Lukaku - Foto LiveMedia/Claudio Benedetto

Cinque punti in cinque giornate. Per la Roma dal 2000 in poi il rendimento di questa stagione rappresenta un record negativo al pari di quello del 2004/05, del 2010/11 e del 2018/19. Nei tre precedenti la zona Champions fu un miraggio per la squadra giallorossa, che chiuse all’ottavo (04/05) e al sesto posto (10-11, 18-19). La vittoria contro l’Empoli ha restituito il morale, il pareggio contro il Torino ha confermato dei piccoli passi in avanti ma ha lasciato l’amarezza per il gol subìto su calcio piazzato da Zapata. L’impegno infrasettimanale offre un’altra trasferta, stavolta sul campo del Genoa di Alberto Gilardino. Quella rossoblù è la squadra che ha fatto registrare meno tiri totali (32) e la minor percentuale di possesso palla medio (34.8%) in questa Serie A. Dopo la sconfitta a Lecce in 10 uomini, i rossoblù hanno avuto due giorni in più per preparare il match e per gestire la coppia Dybala-Lukaku. Quando vede il Genoa, l’argentino si scatena con nove gol in carriera (inclusa la sua prima tripletta), proprio come Big Rom che al Grifone ha realizzato sei reti (impreziosite da due assist).

Saranno loro a guidare l’attacco giallorosso, mentre Lorenzo Pellegrini sembra pronto per tornare dal 1′. Intoccabili Paredes e Cristante. Quest’ultimo è tornato nel suo ruolo originario e da mezzala sta garantendo più fisicità e inserimenti in area. Sulle fasce si preparano Kristensen e Spinazzola (insidiato da Zalewski). Non cambia la difesa con Mancini, Llorente e Ndicka, aspettando Smalling. Gilardino invece è pronto a rispolverare il 4-3-2-1 con Malinovskyi e Gudmundsson alle spalle di Retegui. Poi l’ex Strootman, Badelj e Frendrup. In difesa spazio a Bani e Dragusin centrali, che in queste prime cinque partite hanno fatto registrare un dato che sembra un avviso per Romelu Lukaku. Sono loro ad avere il primato delle respinte difensive di testa (15) in questo campionato. Per il belga, dopo la marcatura asfissiante di Buongiorno, si profila un’altra battaglia.

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