Juventus, audizione Cherubini alla Consob: “Tabella acquisti-cessioni era per cash, lo prova Bonucci”

Federico Cherubini Federico Cherubini, Juventus - Foto LiveMedia/Gianluca Ricci

La Juventus prova a smontare le tesi della Procura Figc accolte dalla Corte Federale d’Appello che ha condannato il club a 15 punti di penalizzazione in classifica per il caso plusvalenze. Nella memoria difensiva, infatti, il club bianconero ha riportato l’audizione di Federico Cherubini, all’epoca ds del club, alla Consob, fatto che proverebbe come la tabella acquisti-cessioni contestata da Chiné non fosse utilizzata per fini illeciti ma per un rendiconto del cash ottenuto dalle compravendite.

A provarlo sarebbe Leonardo Bonucci, accanto al suo nome figura 0, che sarebbe l’esborso finanziario cash per accaparrarselo dal Milan dopo solo una stagione dalla cessione, e che non può essere evidentemente il valore effettivo del giocatore: mentre per la Procura le tabelle significavano “valore effettivo” e “valore artificioso”, per la Juventus si tratta di “esborso finanziario cash”, cioè “quanto effettivamente pagato in denaro”. L’esempio, come detto, è quello di Bonucci: “Di tutta evidenza che lo 0 riportato in tabella con riferimento Bonucci non possa corrispondere ad uno zero quale “valore reale” = “valore effettivo” del giocatore, nell’accezione strumentale intesa dalla Procura federale, ma che non possa riferirsi che al fatto – totalmente privo di qualsiasi significatività negativa – che all’interno dell’operazione di scambio Bonucci/Caldara conclusa fra Juventus e Milan il valore assegnato al calciatore Bonucci in uscita corrispondesse a euro 35 milioni (valore assolutamente corretto e in linea con il profilo del calciatore in discussione)”.