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Baluardo e subito decisivo per lo scudetto: Kim veglia sul Napoli e non fa rimpiangere Koulibaly

Kim Min Jae
Kim Min Jae, Napoli - Foto LiveMedia/Lisa Guglielmi

La partenza di Koulibaly poteva essere un boomerang negativo per il Napoli, che in estate ha perso il suo simbolo nonché uno dei difensori più forti del mondo. Ma l’anno dello scudetto è l’anno delle scelte perfette di Giuntoli, che se per rimpiazzare Insigne ha scelto Kvaratskhelia pescando non bene ma benissimo, al posto del senegalese andato al Chelsea e in grande difficoltà a livello personale e di squadra ha anticipato tutta la concorrenza per Kim Minjae, il centrale coreano che è tra i simboli assoluti di questo tricolore, baluardo subito decisivo per la stagione trionfale della squadra di Spalletti.

Veloce, possente, quasi prepotente nelle sue giocate: livello di attenzione clamoroso per il coreano, che si è affermato subito per la sua leadership formando una coppia perfetta con Rrahmani, sostituendo alla perfezione Koulibaly e replicando in tutto e per tutto le caratteristiche dell’ex azzurro. Come non fosse cambiato nulla, al di là della gran plusvalenza fatta da De Laurentiis. E la cosa ulteriormente positiva è legata al fatto che Kim ha ancora ulteriori margini di crescita. L’unica nota negativa, ma non riguarda il campionato, è il giallo ingenuo rimediato contro il Milan in Champions, dovendo saltare il ritorno in cui sarebbe potuto essere l’uomo in più per una migliore tenuta difensiva al Maradona.

Ma Kim è già idolo di un intero popolo, che ha dimenticato in fretta una figura di peso assoluto come Koulibaly: a forza di prestazioni, di chiusure perfette, persino di qualche cavalcata e anche di qualche gol decisivo con la sua abilità in mischia, il coreano è tra le figure principali dello scudetto azzurro targato Spalletti. Tutto ha funzionato alla perfezione in questa squadra e Kim è tra le pedine che meglio hanno incarnato lo strapotere tecnico, fisico e tattico di questa squadra, capace di vincere il terzo tricolore con un anticipo clamoroso rispetto alla fine del campionato. E ora tocca blindarlo dall’assalto delle big d’Europa.

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