Atletica

Atletica, Tortu: “Dopo il podio olimpico ed europeo siamo una delle staffette da battere”

Filippo Tortu
Filippo Tortu - Foto di FIDAL COLOMBO/FIDAL

Filippo Tortu ha concesso un’intervista a La Ragione, in cui analizza il momento e gli obiettivi futuri: “La staffetta d’argento agli ultimi Mondiali ungheresi non può essere una delusione, rimane un secondo posto ai Campionati del mondo, dove fino al 2020 non eravamo nemmeno nei radar degli altri Paesi. Metterci alle spalle tutti eccetto gli Stati Uniti lo considero un risultato epocale, in linea con la medaglia conquistata alle Olimpiadi di Tokyo“. Sulla mancata finale sui 200 metri agli Europei dello scorso agosto ha dichiarato: “Mi ha lasciato l’amaro in bocca e anche parecchio. C’è stato più di un errore da parte mia nell’approccio alla corsa e nell’ultimo anno ho lavorato molto per non ricaderci. Vedremo già dalle prime competizioni della nuova stagione se sono riuscito a lasciarmi dietro le scorie, ma sicuramente sarà così“. Il 25enne sprinter milanese ha poi aggiunto: “Quest’anno sarà fondamentale, ricco di appuntamenti importantissimi a cui voglio presentarmi al meglio delle mie possibilità. Ho fatto questa scelta insieme al mio allenatore, crediamo che allenarci con competitor più forti di me possa darmi degli stimoli nuovi e più adatti alle gare. Misurarsi con gli altri è importante e non voglio più che questa cosa sia circoscritta alle gare“.

Tortu ha raggiunto ormai la maturità ma rimane molto determinato: “Se fai sempre le stesse cose non potrai mai essere migliore di ciò che sei, da qui la necessità di crearsi nuovi ostacoli e difficoltà per cercare di uscirne più forti. Allenarmi con atleti migliori e cercare giorno dopo giorno di avvicinarmi a loro è indice di volontà di miglioramento. Arriverà un giorno in cui mi renderò conto di essermi messo tutti gli avversari dietro le spalle“. Infine un commento sugli obiettivi di questa stagione: “Agli Europei voglio la medaglia. Non importa con quale tempo, andare sotto i 20 secondi nei 200 metri va bene ovunque, ma alle Olimpiadi punto alla finale e al podio. A Tokyo abbiamo dato un segnale, a Budapest l’abbiamo confermato: ormai come staffetta siamo una delle squadre da battere“.

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