Alpinismo, Invernali sugli 8.000: Simone Moro al Manaslu, Barmasse per l’impresa in stile alpino

Herve Barmasse - Foto Enricodg17 CC BY-SA 4.0) Herve Barmasse - Foto Enricodg17 CC BY-SA 4.0)

Il 21 dicembre si è aperto l’inverno astronomico con una nuova fase di esplorazioni e (speriamo) conquiste per gli alpinisti italiani. La scena se la prendono (per ora) Simone Moro ed Herve Barmasse. La leggenda bergamasca, detentore del record di maggior numero di ascensioni in prima invernale sugli ottomila, tenterà di nuovo l’ascesa al Manaslu, vecchio pallino. Per Simone Moro questo è il quinto tentativo di scalare l’ottava vetta del mondo in invernale. Partito il 16 dicembre, si sta acclimatando nella valle del Khumbu, prima di dirigersi al campo base. “Ovviamente sono qui per andare in cima e non per tornare a casa la quinta volta, ma se serve, state certi che qui non è venuto nessuno a fare l’eroe. Ovviamente se uno torna e si mette la mano nel portafoglio per pagare la spedizione cinque volte, è perché è determinato e motivato ad andare in alto”, ha scritto sui social nei giorni scorsi. Con lui è presente Alex Txikon, fedelissimo di Moro, compagno della storica spedizione in prima invernale al Nanga Parbat nel 2016. L’alpinista basco è arrivato in Khumbu un mese prima di Moro e lo ha anticipato al campo base. La prima ascensione invernale del Manaslu fu realizzata il 14 gennaio 1984 dai polacchi Maciej Berbeka e Ryszard Gajewski lungo la via normale.

Pochi km più in là c’è Hervé Barmasse che si trova in Nepal per provare a realizzare un’impresa storica: la prima salita in puro stile alpino in inverno di un 8000. Con lui, per acclimatarsi sempre nella valle del Khumbu, c’è David Gottler, ma i due non hanno ancora sciolto le riserve sull’ottomila da scalare. Si parla di Annapurna o Dhaulagiri in Nepal ma anche, meteo permettendo, del sogno Nanga Parbat in Pakistan. Ancora tutto da definire, quindi. Intanto Gelje Sherpa, leader della spedizione attualmente in corso sul Cho Oyu, ha allestito campo 3 in attesa che il meteo migliori su quello che è considerato tradizionalmente l’ottomila meno impegnativo.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio