Formula 1

Verstappen vuole fare 17 in Brasile, ultima chiamata o quasi per la Ferrari nel duello con Mercedes

Max Verstappen Red Bull
Max Verstappen - Foto LiveMedia/Florent Gooden/DPPI

Per la terza volta su tre, Brasile vuol dire sprint race. E’ l’unico circuito, quello di Interlagos, dove il weekend ha sempre messo in palio otto punti aggiuntivi, e se la lotta per i titoli pilota e costruttori sono chiuse ormai da settimane, grazie al dominio di Verstappen e della Red Bull, quella dello stato di San Paolo è uno snodo fondamentale per la battaglia per il secondo posto, in entrambe le classifiche.Venti punti separano infatti il solito disastroso Checo Perez, persino nella sua gara di casa in Messico uscito dopo una curva, e Lewis Hamilton, il vecchio leone in grande rimonta e che sembra vivere una seconda giovinezza, seppur ridimensionata rispetto a quanto vinceva i campionati. E soprattutto, e qui entra in gioco una Ferrari capace di salire sul podio appena sette volte in diciannove gare, c’è la corsa al secondo posto nei costruttori, con la Mercedes avanti di 22 punti rispetto al Cavallino: pari e patta al circuito Hermanos Rodriguez e ora mancano solo tre gare, inutile dire che quella brasiliana, dove c’è anche la sprint, sia la principale occasione per riaprire tutto.

Verstappen vuole vincere anche questa e prendersi magari anche la sprint, un po’ il suo piccolo tallone d’achille quest’anno. Probabilmente, allora, si lotterà le posizioni di rincalzo a tre weekend dal termine su una pista il cui tracciato misura 4.309 km, con 71 giri da percorrere, due zone DRS e una distanza di gara complessiva di 305.909 km. Qui la scuderia di Maranello cerca l’ennesimo scatto d’orgoglio, per dimostrare che nella seconda parte di stagione, tutto sommato, c’è qualche progresso, testimoniato anche dai risultati in qualifica, poi vanificato in gara con atavici problemi di gestione delle gomme. Otto punti al sabato, ventisei alla domenica: se ne possono conquistare trentaquattro in un colpo solo e si fa sul serio già al venerdì con le qualifiche. E quello del Brasile, che si chiama in realtà di San Paolo per motivi politici, è anche uno dei pochi circuiti in calendario in cui si gira in senso antiorario.

Una pista con un ampio settore veloce, poi una serie di curve lente e dei saliscendi a far sì che il motore debba essere al meglio. Ci si aspettano, come ogni anno, safety car e colpi di scena: non è raro vedere incidenti e spesso le condizioni di sicurezza qui sono state talvolta criticate. Chiudiamo con le scelte di casa Pirelli per questo tracciato: vengono portati ancora i compound mediani della gamma, per cui le C2 saranno le hard, le C3 le medium e le C4 le soft.

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