Serie A

Quanto conta l’allenatore? La risposta di De Rossi: “È importante o il Bologna non sarebbe quarto”

Daniele De Rossi Roma
Daniele De Rossi - Foto Fabrizio Corradetti / IPA Sport / IPA

La domanda è precisa: “La giocata individuale del campione conta più dell’organizzazione?”. Cioè il solito dilemma che ha appassionato più di un allenatore: sono più importanti i giocatori o i tecnici? Daniele De Rossi ha le idee chiare dopo la vittoria della sua Roma per 3-2 sul Torino, decisa da una tripletta di Paulo Dybala. “Il calciatore e la qualità del calciatore ti fa vincere o perdere le partite, ti fa vincere i campionati ed è la cosa più importante – spiega il tecnico giallorosso in conferenza stampa -. Ma se non fosse importante tutto il resto, non vedremmo mai squadre come il Bologna quarto in classifica, con tutto che ha giocatori molto buoni, o non vedremmo mai imprese come quelle del Chievo di qualche anno fa. E allo stesso tempo non vedremmo mai squadre molto forti stare in basso alla classifica”.

Il collettivo aiuta il singolo: “La giocata del campione a volte esce fuori perché la squadra è organizzata. Se Dybala prende 10 volte la palla dal limite dell’area e fa quel gol, è anche perché la squadra è organizzata. Se non lo è, magari la prende due volte solamente. O magari hai il giocatore forte di testa come Zapata e cerchi il cross: se sei organizzato, riesci a mettere più volte quel tipo di palle – aggiunge De Rossi, che poi va al punto -. Se faccio questo tipo di lavoro è perché penso che l’allenatore sia molto importante, l’ho sempre pensato. Ed è molto importante se poi l’allenatore stesso si rende conto che i giocatori che ha sono più importanti di lui: l’unico obiettivo è allenarli bene, farli stare in forma, gestire bene il gruppo, metterli nelle condizioni di essere felici in campo e farli giocare nelle posizioni più congeniali con le giocate più congeniali. Ma la qualità del giocatore è troppo importante e lo diciamo stasera dopo due giocate alla Dybala”.

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