Serie A

Lazio, Lotito al Corsport: “Quando ho preso il club dicevano sarei durato un mese. Diritti tv? Abbiamo enormi potenzialità”

Caudio Lotito
Claudio Lotito, Lazio - Foto LiveMedia/Federico Proietti/DPPI

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha concesso una lunga intervista al direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, nell’edizione odierna del quotidiano. “Sono sregolato con la vita che faccio dalle 9 alle 22,45 in Senato. Per la prima volta ho visto mia moglie seriamente incazzata. Da agosto a oggi solo due giorni di ferie, l’altro anno ero a Cortina, m’han richiamato, avevo la campagna elettorale in Molise, manco sapevo dove fosse, ci sono rimasto un mese e mezzo. Non vivo più”, racconta Lotito sulla sua nuova vita da quando è diventato anche senatore.

Tornando alla Lazio, il patron parla di una sfida vinta da quando ha acquistato la società: Misi 150 miliardi di lire e mi caricai 1070 miliardi di debiti. Non resisterà più di un mese, dicevano. Nei primi anni ero la macchietta, oggi tutti mi riconoscono le capacità. Come Berlusconi che era un grande perché aveva una visione, anch’io abbatto i muri. Ho introdotto la multiproprietà nel calcio, che non è la seconda squadra. La seconda squadra è una cazzata, va avanti con le risorse della prima. La seconda società invece garantisce i ricavi del territorio. Leggo che l’Uefa vuole aprire alle multiproprietà. Sono stato obbligato a vendere la Salernitana per 10 milioni alle 23 e 55 dell’ultimo giorno. Me l’hanno sottratta. L’avevo presa dal fondo e portata in A”.

Infine, sulla questione diritti tv: “Non sappiamo vendere il prodotto, siamo circondati da masochisti. Aurelio dice che è tutta una merda. Ma si può? E gli altri lo seguono. Abbiamo enormi potenzialità invece. Dovremmo occuparci delle infrastrutture prima che dei diritti tv. Io tra l’altro la media company ce l’ho già. Il nostro è il calcio del mors tua vita mea, tutti curano solo gli interessi individuali, io ho sempre lavorato per il sistema.”.

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