Arbitro Maresca: “Il Var è una manna dal cielo, irrinunciabile”

Fabio Maresca Fabio Maresca - Foto LiveMedia/Ettore Griffoni

Intervistato ai microfoni di Radio Anch’io Sport, l’arbitro Fabio Maresca ha affermato quanto sia importante il VAR come strumento che aiuta i direttori di gara a svolgere al meglio il proprio lavoro, nonostante le diverse critiche che spesso tifoserie e giornalisti muovono verso l’uso della tecnologia.  Il VAR è una manna dal cielo – ha dichiarato l’arbitro napoletano –, aiuta a ridurre gli errori e permette alle nostre sviste di non incidere sul risultato. Le critiche poi fanno parte del gioco, sempre ci sono state e sempre ci saranno. Mi fa ridere, però, quando sento qualcuno mettere in discussione il VAR: è diventato qualcosa di irrinunciabile, imprescindibile per svolgere al meglio il nostro lavoro, garantisce la verità del campo. Nessun problema anche nella relazione arbitro-VAR, anzi è un lavoro continuo di analisi e collaborazione che permette alla squadra arbitrale di ottenere il risultato migliore possibile. Sono stati fatti tanti passi avanti e dal prossimo weekend, col fuorigioco semi automatico in Serie A, avremo un ulteriore mezzo per velocizzare il gioco e per rendere ancora più chiare le nostre decision Ultimamente stiamo procedendo nella seguente direzione: meno interruzioni, meno fischi, più tempo effettivo. Poi, ovviamente, abbiamo sempre il compito di difendere la salute dei calciatori: ogni partita è diversa dall’altra, dipende molto dal comportamento dei 22 effettivi in campo”.

Maresca, nella serata di mercoledì 18 gennaio, ha avuto l’onore di dirigere la finale di Supercoppa Italiana tra Inter e Milan, gara vinta dai nerazzurri con lo score di 3-0. “È stata una serata importante per la mia carriera. In un evento come la Supercoppa si rappresenta l’intero gruppo arbitrale, quindi c’era una grande responsabilità da assumersi. Fa parte del mio percorso di crescita, ora credo di essere più in grado di riuscire a interpretare le sfide, nei vari momenti, nella maniera più giusta possibile, credo sia il valore aggiunto che nei primi anni di permanenza in Serie A mi mancava”.