Formula 1

A Shanghai noia e zero emozioni: la nuova F1 predilige l’aspetto economico a quello sportivo

Max Verstappen Red Bull
Max Verstappen - Foto Dppi/DPPI / IPA Sport 2 / IPA

L’ultimo Gran Premio andato in scena a Shanghai ha segnato l’ennesimo apice della noia in F1, con l’evento in questione che si é rivelato poco interessante quanto dinamico, con poche emozioni e sorpassi. In un momento storico in cui FIA e FOM sono nel momento più florido di sempre, grazie alla grande espansione del Circus verso i mercati americani e orientali, lo spettacolo (tanto inseguito dalle alte cariche della classe dirigente della F1) che lo sport offre é sempre molto dubbio: le decisioni controverse della FIA, insieme alla poca competitività per le prime posizioni ed eventi così pomposi ma che si rivelano solo come fumo negli occhi, sembrano snaturare completamente la F1.

Da dove é iniziato il progressivo crollo della F1 inteso come sport? Con ogni probabilità, é cominciato nel momento in cui la ricerca spasmodica dello spettacolo ha soverchiato l’aspetto sportivo del Motorsport a ruote scoperte: per rendere il tutto più accattivante e fruibile per i mercati internazionali e inesplorati, infatti, si é spesso andati verso decisioni controverse e clamorose: l’esempio per antonomasia é la vittoria di Max Verstappen nel Gran Premio di Abu Dhabi 2021, fortemente condizionata dalla famosa decisione della Direzione Gara che, dopo la fine della Safety Car causata da un incidente di Nicholas Latifi, fece azzerare il distacco tra Hamilton (che era primo, ma con pneumatici hard e usati) e Verstappen (secondo, ma dotato di gomme soft e molto più fresche rispetto a quelle del rivale) consegnando, di fatto, al pilota di Hasselt il primo titolo iridato della sua carriera, così interrompendo la monotona egemonia di Hamilton e della Mercedes, accrescendo al contempo l’appetibilità della Formula 1.

Come se non bastasse, l’aggiunta del format Sprint può essere paragonata a una trovata mediatica alquanto inutile dal punto di vista sportivo, inventata per capitalizzare sempre più spettatori ed introiti (e, dunque, all’insegna della spettacolarizzazione della F1) spalmandoli in tutti i giorni del fine settimana e non solo durante la domenica, giorno in cui ha luogo la gara. Per quanto la Sprint sia poco rilevante in termini di punteggio e classifica, essa regala ai neofiti della F1 altro “spettacolo”, come se fosse l’antipasto di quello che avverrà la domenica, offrendo una versione più corta della gara. Il problema cruciale del format in questione é che esso sostituisce le Prove Libere 2 e 3, e questo non permette minimamente alle scuderie di potersi adattare alle condizioni del tracciato su cui gareggiano e, pertanto, di far crollare la qualità della performance della propria vettura nella gara della domenica.

A generare ulteriore clamore mediatico, inoltre, vi sono le questioni extrasportive, che stanno trasformando la Formula 1 più in una soap opera che in uno sport. I recenti avvenimenti circa le vicissitudini scatenatesi in orbita Red Bull, con Christian Horner alle prese con processi legali, o i continui litigi e frecciatine tra FIA e FOM per asserire il proprio potere e dominio sulla F1, distraggono lo spettatore da quella che dovrebbe essere la priorità degli alti rappresentanti della Formula 1: la qualità del prodotto fornito. Per quanto sia triste da dire, la verità è che, ad oggi, la F1 e lo spettacolo che offre non è lontanamente paragonabile allo sport che era un tempo, pregno di emozioni forti ed amore. Ora, é solo uno sport macina soldi, con poco riguardo verso chi ci lavora e verso chi ne usufruisce.

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