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L’Italia convince poco, poi Spalletti torna al 4-3-3. Retegui la decide e si candida per Euro 2024

Mateo Retegui Nazionale
Mateo Retegui - Foto LiveMedia/Federico Proietti/DPPI

Italia naif, svagata, quasi tragicomica nel primo tempo, con due enormi errori quella di Fort Lauderdale, alla fine però nella prima delle due amichevoli a stelle e strisce arriva una vittoria firmata Mateo Retegui. Argentino con bisnonni siciliani, attaccante vecchia maniera, d’area di rigore, d’istinto e molto meno di manovra o di tecnica. Forse, però, quello che serve lì davanti alla Nazionale alla ricerca di un centravanti che la butti dentro. Immobile in fase calante, Raspadori con caratteristiche non da prima punta, Scamacca e i suoi chiari di luna: il bomber del Genoa si prende la scena con la doppietta che piega un buon Venezuela e si candida prepotentemente a essere la prima scelta per una maglia da titolare a Euro 2024. La grande intuizione di Mancini, verrebbe da dire: l’eredità del vecchio ct lasciata a Spalletti per provare a risolvere i problemi ormai atavici in avanti. Se sarà abbastanza per vincere anche partite di livello e prestigio più alto, solo il tempo – giugno è vicino – lo dirà, per il resto la sensazione è quella di aver trovato un attaccante che fa quello che si richiede a un attaccante, buttarla dentro, nella speranza che non sia soggetto ai continui infortuni visti col Grifone quest’anno.

Il ct azzurro prova a schierare i suoi col 3-4-3, ma l’esperimento fallisce. Dopo due minuti un erroraccio di Udogie e Scalvini provoca poi il calcio di rigore causato da Buongiorno. Inizio shock evitato per fortuna da super Gigio Donnarumma, che para il suo primo rigore al di fuori di una serie di tiri dal dischetto con l’Italia. Ma è una Nazionale svagata, che lascia praterie e fatica a costruire gioco. E che quasi per caso si ritrova improvvisamente in vantaggio con un erroraccio della Vinotinto che spalanca la strada al recupero di Locatelli per Cambiaso che serve Retegui. Diagonale perfetto, ma la gioia dura pochissimo: Donnarumma imposta in modo allegro dal basso, Bonaventura combina un disastro e serve Machis che segna a porta vuota. A volte, il lancione lungo non è una scelta così peregrina. Nel secondo tempo tanta confusione per una Nazionale che arranca e va a folate, rischiando però troppo spesso con una serie di errori tecnici lunghissima. Spalletti decide di tornare all’antica al 70′: 4-3-3, Zaniolo a destra, e l’Italia attacca con grande veemenza fino a trovare il nuovo vantaggio sempre con Retegui su un assist di un altro oriundo come Jorginho, nel frattempo entrato anche lui. Insomma, in Florida il risultato è una delle poche cose positive, per il momento può bastare ma con l’Ecuador ci si attende di più.

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