Europa League

Il Milan vede più vicini i quarti, ma troppa sofferenza contro lo Slavia in dieci

Milan esultanza
Esultanza Milan - Foto Fabrizio Carabelli/IPA Sport/IPA

Il punteggio dice 4-2, sarebbe stato ben accolto prima di iniziare questo match-trappola contro una squadra insidiosa, eppure alla fine c’è dell’amaro in bocca. E’ il paradosso targato Milan, una vittoria che fa vedere i quarti di finale di Europa League ben più vicini, ma che al contempo non soddisfa per come è arrivata. Con la quarta espulsione a favore in due partite, arrivata dopo una ventina di minuti per la follia di Diouf, e con un primo tempo chiuso 3-1 (già campanello d’allarme il gol di Doudara preso da fuori con complicità di Maignan), ci si sarebbe atteso un secondo tempo d’assalto, di cuore, da Milan spietato delle migliori occasioni, invece Schranz la riapre – e ancora una volta questa squadra si ritrova a subire due gol in una partita, un vero e proprio leit motiv quest’anno – e soltanto una giocata super di Leao con il tocco impercettibile di Pulisic regala un punteggio più largo e di fatto il minimo sindacale per come si era messa. Ma nella ripresa ci si sarebbe aspettato sicuramente molto di più e la squadra è parsa spaesata e in confusione in più occasioni: il Meazza l’ha anche fatto notare, e Pioli non si nasconde nel commentare questo successo che non si può godere appieno. Poteva essere l’occasione per chiudere davvero i giochi, un po’ in salsa Rennes, e potersi permettere persino una partita no al ritorno, invece in Repubblica Ceca, in quello che sarà una specie di inferno in terra, non si potrà staccare la spina per nessun motivo al mondo.

Se le noti dolenti sono una difesa davvero distratta, nessuno escluso con Maignan poco reattivo, Florenzi ammonito dopo un minuto, Tomori che entra e spizza male il pallone del 3-2, sul quale a sua volta Theo Hernandez è troppo passivo, e Kjaer che in alcuni momenti fa correre brividi dietro la schiena a tutti, quelle positive arrivano dall’attacco rossonero: segna Giroud, segna Reijnders messo in discussione negli ultimi giorni, segna – e ormai è un classico – Loftus-Cheek, e poi anche Pulisic, che toglie un gol stellare a Leao, grande protagonista con gli assist e delle giocate che certificano il suo buon momento. Il Milan contro una squadra in inferiorità numerica, nel giro di sei giorni il copione è lo stesso: manca la prestazione e la cattiveria, alla fine però arriva la vittoria. In attesa di un salto di qualità e di maturità aggiuntiva.

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