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Crisi Rune: una sola vittoria dopo Wimbledon e Finals a rischio. Non era meglio fermarsi?

Holger Rune
Holger Rune - Foto LiveMedia/Emilie Lohmann/DPPI

Col senno di poi è facile parlare, ma l’impressione è che non ci volesse chissà quale luminare della scienza per capire che un po’ di riposo avrebbe fatto bene a Holger Rune, tormentato dai problemi alla schiena ormai da vari mesi a questa parte. Il tennista danese era stato protagonista di una prima metà di stagione estremamente positiva, con due finali 1000 raggiunte (ma entrambe perse, a Montecarlo e Roma) e uno status di top 5 più che consolidato. Basti pensare che dopo il torneo di Wimbledon aveva conquistato la bellezza di 3035 punti nell’anno solare, più di quanti ne abbia attualmente il numero 9 della Race (Fritz).

Proprio dopo lo slam londinese sono però iniziati i problemi per il giovane talento di Copenaghen, entrato in una spirale di sconfitte dalla quale non sembra riuscire a uscire. Il bilancio è impietoso: 8 sconfitte a fronte di una sola vittoria, peraltro arrivata contro Felix Auger-Aliassime, forse l’unico tennista del circuito più in difficoltà di lui. Ovviamente si tratta di risultati che non rispecchiano il vero valore di Rune, il quale a più riprese ha dimostrato di poter ambire a palcoscenici ben diversi. Sono invece frutto di una scelta in termini di programmazione che finora non sta pagando affatto.

Rune soffre infatti di un serio problema alla schiena, aggravato dal suo movimento al servizio troppo ondeggiante. Insieme al suo team ha provato ad arginarlo, ma senza grande successo. “La schiena gli fa male ogni volta che serve: neppure grandi dosi di antidolorifico hanno fatto effetto” ha spiegato la mamma Anke. A questo punto è logico chiedersi se non fosse stato meglio fermarsi, (tentare di) risolvere il problema e poi ripartire, così da potersi esprimere al meglio il campo e andare a caccia del pass per le Atp Finals, sfumate di un soffio lo scorso anno.

Ciò che gioca un ruolo fondamentale in questo ragionamento è l’età del ragazzo, che ha appena 20 anni e grazie al talento che si ritrova con ogni probabilità avrà altre occasioni di togliersi soddisfazioni in campo. Il volere tutto subito invece l’ha spinto a giocare match in condizioni precarie e subire sconfitte sonore contro avversari sulla carta inferiori a lui. L’ultima in ordine di tempo è arrivata a Shanghai contro Brandon Nakashima con un umiliante 6-0 6-2. Magari riuscirà comunque a qualificarsi alle Atp Finals o a risolvere davvero i problemi fisici senza essere costretto a uno stop. Ma il Rune visto in campo in questi mesi non può non far sorgere delle perplessità in merito alle decisioni prese.

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