Serie A, partite in contemporanea? Solo all’ultima giornata

di - 24 aprile 2018
Lazio-Roma 2017-2018
Lazio-Roma 2017-2018 - Foto Antonio Fraioli

Il campionato di Serie A entra nel vivo. Le ultime quattro giornate si apprestano ad essere un vero e proprio tourbillon di emozioni visto che Juventus e Napoli si giocheranno lo scudetto, Roma, Lazio e Inter la Champions League, Atalanta, Milan, Fiorentina e Sampdoria l’Europa League e poi ci sono almeno sei squadre invischiate nella lotta per non retrocedere in Serie B. Quattro domeniche da vivere con il fiato sospeso, ma la domanda che si fanno milioni di appassionati è: “Ci sarà contemporaneità tra le partite?”.

IL REGOLAMENTO – La Lega di Serie A, come sempre, a inizio anno stabilisce le regole del gioco con gli enti che rappresentano buona parte dei ricavi e dei profitti del calcio in Italia: ovvero le televisioni. E la regola è chiara: c’è obbligo di contemporaneità solamente per l’ultima giornata di campionato. Dunque la Lega nella quart’ultima, nella terz’ultima e nella penultima giornata ha il potere di scegliere e di incastrare le partite a suo piacimento perché non c’è nessun vincolo da rispettare. Ed infatti alla quart’ultima Inter-Juventus si giocherà sabato sera mentre Fiorentina-Napoli domenica alle 18:00, alla terz’ultima Juventus-Bologna è ancora l’anticipo serale del sabato mentre Napoli-Torino si giocherà di domenica alle ore 15:00. La programmazione della penultima giornata non è stata ancora resa nota, ma difficilmente ci sarà la contemporaneità e dunque si va verso un’altra giornata classica con orari spezzettati come da regolamento. Invece nell’ultima giornata c’è l’obbligo di contemporaneità: dunque tutte le squadre che lottano per lo stesso obiettivo devono scendere esattamente alla stessa ora in campo. Ma questo non esclude diverse fasce orarie. Perché se, ad esempio, per la lotta Champions le partite sono Sassuolo-Roma e Lazio-Inter (con il Sassuolo già salvo), queste si possono giocare ad un orario differente rispetto alle partite della lotta scudetto e quindi comunque consentire diverse fasce orarie anche nell’ultima giornata. Ovviamente se poi tutte le partite si intersecano tra di loro: tra salvezza, scudetto e Champions League si devono giocare alla stessa ora (per esempio scudetto e salvezza potrebbero avere un filo diretto visto che c’è Napoli-Crotone all’ultima).

IL PRECEDENTE – Ma c’è un precedente che fa scuola: Juventus e Milan, nel 2012 si giocavano lo scudetto e alla penultima giornata, così come oggi, non c’era l’obbligo di contemporaneità. Tant’è che originariamente Cagliari-Juventus (giocata sul neutro di Trieste) era stata programmata domenica alle ore 15:00 mentre il derby di Milano alle 20:45. La Lega, raccolta la disponibilità dei club, decise che era più opportuno far giocare le due partite in contemporanea andando “contro” le pay-tv perché far giocare due partite del genere alla stessa ora fa perdere introiti e ascolti importanti. Ma non si volle far giocare il Milan sapendo già il risultato della Juventus. Accadrà anche quest’anno con Juventus e Napoli? Non ci resta che aspettare, ma di certo la Lega ha la facoltà di scegliere e decidere a suo piacimento.

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