Beach volley

Beach volley, pagellone 2017: da Nicolai-Lupo alla LIBV, le valutazioni di fine stagione

Daniele Lupo e Paolo Nicolai - Foto Fipav

La sabbia del 2017 è stata particolarmente piacevole abbinata ai colori azzurri. La crescita del campionato italiano maschile, le ragazze del Club Italia, i primi passi della Lega Italiana Beach Volley hanno affiancato la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, di Daniele Lupo e Paolo Nicolai ai vertici del beach volley mondiale. Non è oro tutto quel che luccica, e infatti anche qui le preoccupazioni non mancano, a partire dai piani più alti dove le crisi delle coppie Menegatti-Perry e Ranghieri-Carambula appare difficilmente risolvibile.

Ivan Perisic

No, l’ala dell’Inter non ha un omonimo che gioca a beach. È proprio lui. Gli organizzatori del 5* di Porec, con una coraggiosa operazione di marketing, hanno deciso di usare una wild card a loro disposizione per permettere all’ex giocatore del Wolfsburg di entrare nel tabellone principale. Condivisibile o meno, la mossa ha pagato i suoi frutti e durante i gironi vi era un pubblico insolitamente numeroso, radunatosi per assistere alla mezz’ora scarsa di partita del loro idolo, per una volta senza tacchetti.

S.v. (perché non sarebbe stato molto alto)

Rebecca Perry

La naturalizzazione dell’americana già l’anno scorso aveva sollevato non pochi interrogativi. Poteva una pallavolista, neanche troppo forte, con esperienza sulla sabbia praticamente inesistente, essere un valore aggiunto per la Nazionale Italiana? Quest’anno è stato chiaro quanto le speranze iniziali fossero ingenue. Marta Menegatti (che ha la sua buona dose di responsabilità) con la nuova compagna si è presto ritrovata esclusa dai tornei più importanti, quegli appuntamenti nei quali fino a pochi mesi prima si puntava ad un buon risultato e la cui partecipazione, al giorno d’oggi, viene vista come un miraggio.

Ah sì. Perry adesso si è ridata all’indoor. In Turchia.

Voto 3 – Viki se ci sei batti un colpo

Alex Ranghieri & Adrian Carambula

La coppia più singolare del panorama mondiale quest’anno è completamente implosa su sé stessa. Forse troppo pesante il continuo confronto con Lupo e Nicolai, che ha gonfiato esageratamente le aspettative intorno ai due. Le tensioni interne tra MrSkyBall e TheNetPatroller (evidenti perfino nelle fasi di gioco) sono andate via via peggiorando lungo il corso della stagione, e sono sembrate placarsi solo in occasione dei grandi appuntamenti (Mondiali ed Europei), dove comunque i due non hanno sfigurato. Per l’anno prossimo con ogni probabilità Ranghieri farà coppia fissa con Marco Caminati, mentre un alone di incertezza avvolge il destino dell’oriundo.

Voto 4 – Deludenti

Matteo Martino

La parentesi cinese di inizio anno sembrava destinata a restare tale ma, dopo una programmazione estiva confusa, segnata dalla rottura del sodalizio con Davide Benzi, con il quale si era laureato vicecampione d’Italia lo scorso anno e che tanto sembrava poter giovare ad entrambi, l’ex promessa del volley nostrano ha ceduto al richiamo del Sol Levante, portando il suo talento tra le fila del Guangdong. Sulla nostra sabbia si ricordano la vittoria nella tappa del campionato italiano disputatasi a Palermo, eccezionalmente in coppia con Paolo Ingrosso, e il quarto posto nella Coppa Italia di Caorle giocata con Riccardo Giumelli. Per il resto quasi nulla, con la partecipazione ad alcuni eventi amatoriali o quasi a segnare il suo 2017.

Voto 5 – Indeciso

L’esperimento olandese di Manon Flier e Maarten Van Garderen

Pallavolo e beach volley, a differenza di quanto viene spontaneo pensare ai più, sono due sport completamente diversi, e non sempre un buon giocatore di uno sarà capace di primeggiare anche nell’altro. La Nazionale Olandese ha provato, complice un buon numero di tentativi andati a buon fine, a trapiantare sulla sabbia due talentuosi giocatori come l’ex opposta Manon Flier, moglie di Reinder Nummerdor, e l’attuale schiacciatore dell’Azimut Modena Maarten Van Garderen. Alla Flier è stata affiancata Marleen Van Iersel, che ha lentamente perso gran parte dei punti ottenuti lo scorso anno in coppia con Meppelink. A fine stagione la nuova coppia non aveva il ranking per accedere alla maggior parte dei grandi eventi. Se l’avventura di Flier può considerarsi un mezzo fallimento, quella di Van Garderen ha rasentato la tragedia sportiva, anche perché in coppia con il vicecampione iridato Christian Varenhorst (rimasto solo dopo il ritiro proprio di Nummerdor). La coppia olandese ha raggiunto un solo risultato (un ranking distrutto dalle prime, pessime, partite ha precluso l’accesso a quasi tutti i tornei), tanto importante quanto insperato: la semifinale al Mondiale (terminata poi al quarto posto), giocato grazie ad una Wild Card (i due erano al posto numero 45 della entry list) e dove soprattutto Van Garderen è sembrato fare un rapidissimo salto di qualità. La prossima estate dovrebbe vederli di nuovo insieme, e si potrà forse scoprire quanta strada potranno fare i due.

Voto 6 – Sulla fiducia

LIBV, ovvero la Lega Italiana Beach Volley

L’organizzazione del primo campionato invernale per società è stata forse sottovalutata. Per la prima volta anche durante la stagione meno “gettonata” vi è stata a livello nazionale una vera e propria competizione capace di mantenere alto il focus sulla disciplina. Non vi erano ovviamente i big, ma non va dimenticato che alla Coppa di Lega di Cesenatico, anteprima del campionato, avevano partecipato nomi importanti come Caminati e Rossi, e non è da escludere che questo tipo di competizione possa convincere in futuro sempre più giocatori a dedicarsi a tempo pieno al beach volley.

Voto 7 – Rivoluzionaria

Davide Dal Molin

Questo ragazzone di Bassano ha ancora qualcosa da dire. Dopo il fulmine a ciel sereno della passata stagione, quello storico 5° posto a Klagenfurt in coppia con Andrea Tomatis, quest’anno Dal Molin è tornato a disputare il Campionato Italiano in coppia con l’altro rientrante Matteo Cecchini. Ha contribuito, e non di poco, al vistoso aumento livello della competizione, e in tutte e quattro le tappe ha sfiorato la vittoria, dovendosi però accontentare in ogni occasione del secondo posto. Non dimentichiamoci che a gennaio le candeline sulla torta saranno 40.

Voto 8 – Non è mai troppo tardi

Le ragazze del Club Italia Femminile

Se il campionato italiano femminile non è stato un fallimento totale lo si deve solo ed esclusivamente a loro. Reka Orsi Toth (sorella di Viktoria), Chiara They, Anna Piccoli, Claudia Scampoli e Dalila Varrassi, oltre a Carolina Ferraris, Claudia Puccinelli e Alessandra Colzi, che del progetto non fanno parte ma che si sono fatte ampiamente conoscere, hanno sorpreso tutti (o quasi) salendo di prepotenza sul podio in diverse occasioni e trasformando le finali U21 di Amantea in un torneo equiparabile agli assoluti. Quello che ha stupito è stato come esse si siano alternate, dimostrando di equivalersi e di poter tutte competere ad alti livelli. Orsi Toth-They hanno vinto a Vieste, Puccinelli-Colzi hanno colto l’argento a Casal Velino e Piccoli-Scampoli si sono addirittura portate a casa il titolo di vicecampionesse d’Italia. All’Europeo Under 20 di Vulcano sempre Orsi Toth-They si sono fermate ad un passo dall’oro, e nella stessa manifestazione Varrassi-Ferraris hanno chiuso appena fuori dal podio. Grazie a loro, il futuro del beach volley rosa appare molto più luminoso.

Voto 9 – Meravigliose

Clemens Doppler & Alexander Horst

Impossibile non restare stregati da questi due giocatori. Arrivati al Mondiale viennese senza alcuna pretesa, se non quella di togliersi qualche soddisfazione in uno degli ultimi appuntamenti della loro carriera, Clem e Alex (38 e 36 primavere) si sono esaltati di partita in partita, entrando in simbiosi con un pubblico che forse mai come in questo torneo aveva dato un apporto così decisivo a due praticanti di questo sport. Su un centrale riempito all’inverosimile, l’esperto duo austriaco ha avuto ragione di ogni coppia presente nella loro parte di tabellone, piangendo come bambini ad ogni vittoria, soffrendo insieme ai propri supporter per ogni punto perso. Tutte partite incredibilmente equilibrate, decise ogni volta in un finale capace di mettere i brividi anche al più distaccato degli osservatori. Lo stesso finale che nella sfida per l’oro ha regalato la vittoria agli avversari brasiliani, privando la loro storia di un lieto fine più che meritato.

Voto 9,5 – Perché perfetto è bello, ma imperfetto è ancora più bello

Paolo Nicolai & Daniele Lupo

Nel beach volley la difficoltà per vincere non è neanche lontanamente paragonabile alla difficoltà necessaria a confermarsi ad alti livelli. I ragazzi dell’Aeronautica sono ormai da anni stabilmente nell’élite del beach volley mondiale e anche quest’estate hanno offerto una straordinaria dimostrazione delle loro qualità. Quattro podi in tornei del World Tour, tra i quali spicca uno spettacolare argento conquistato in Croazia dopo aver sconfitto due volte nel giro di tre giorni i campioni olimpici Alison e Bruno, e un terzo posto alle World Tour Finals di Amburgo. L’unico trionfo (come se fosse poco) è arrivato ai Campionati Europei, dove Paolo e Daniele hanno conquistato sulla sabbia di Jurmala, contro i lettoni padroni di casa, il terzo titolo continentale negli ultimi quattro anni.

Voto 10 – Leggendari

Menzione d’onore per: Agata Zuccarelli & Laura Giombini, Laura Ludwig & Kira Walkenhorst, Sarah Pavan & Melissa Humana Paredes, Andrea Abbiati & Tiziano Andreatta, Evandro Goncalves & André Loyola Stein, Viacheslav Krasilnikov, Phil Dalhausser

BONUS: L’organizzazione della tappa di Palermo

A Mondello hanno preso forse un po’ troppo alla lettera l’espressione “Beach Volley”, allestendo il campo centrale letteralmente in riva al mare, con la linea laterale a pochi metri dall’acqua e praticamente senza rete di contenimento. Inutile tentare di quantificare il numero di palloni finiti a mollo, soprattutto nel torneo maschile, ma la particolarità della location e la curiosa scelta organizzativa non possono che far sorridere.

Originali

SportFace