Pozzecco: “L’Italbasket è una famiglia, serve tanto sacrificio”

Gianmarco Pozzecco Gianmarco Pozzecco, Italia basket - Foto LiveMedia/Savino Paolella

“La ricetta che vorrei creare assieme allo staff e alla Federbasket è quella di una famiglia, per due semplici motivi. Il primo è quello di ricostituire un contesto familiare per tutto il gruppo, visto che quando si parte per i raduni o per degli eventi si sta distaccati dalla propria famiglia per diverso tempo; il secondo perché focalizzandosi sull’aspetto generazionale, i giocatori del passato erano più ‘figli di puttana’ e sentivano meno il bisogno della famiglia. Ora è diverso“. Lo ha detto il ct della Nazionale italiana di basket, Gianmarco Pozzecco, intervenuto durante l’evento ‘Allenare l’Azzurro – Ct a confronto’, tenuto presso la Sala d’Onore del Coni a Roma. “Ai ragazzi chiediamo di fare gruppo e sacrificarsi sempre uno per l’altro, poi penso che sia logico che il primo che deve dare l’esempio è l’allenatore – continua Pozzecco – Poi per vincere con la Nazionale per me ci vuole solo ‘culo’. Ad Atene 2004, ai quarti, tra la Grecia padrona di casa, gli Usa, la Lituania e il Portorico pescammo proprio il Portorico, poi facemmo la partita della vita con la Lituania e arrivammo in finale salendo sul podio. Per me è soprattutto questione di fortuna”, conclude il ct azzurro.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio