INTERVISTA – Pescosolido su Berrettini: “Emozionante vincere da giovani”

Matteo Berrettini Roland Garros 2018 Matteo Berrettini - Foto Ray Giubilo

Non aveva compiuto ancora ventuno anni Stefano Pescosolido quando vinse il suo primo titolo in carriera. Sul cemento di Scottdale nel 1992 in tre set su Brad Gilbert l’ex top-50 azzurro ha potuto così festeggiare il suo primo hurrà, seguito l’anno successivo dal bis a Tel Aviv, entrando in quella ristretta cerchia di tennisti italiani a vincere sin da giovanissimi. A Gstaad è toccato a Matteo Berrettini, il sesto più precoce di sempre per l’Italtennis con i suoi 22 anni e tre mesi, e Pescosolido ha ricordato le emozioni provate in quei momenti. “Ero solo, non avevo allenatore in America proprio come Matteo senza Santopadre a Gstaad, solo coincidenze – ha scherzato ai microfoni di Sportface – quindi è stato un momento abbastanza riservato. E’ il coronamento di sacrifici e di tanto lavoro. Un titolo meritato in una settimana in cui ha giocato benissimo, battendo giocatori di livello ed esperienza come Bautista e Lopez. Sono emozioni particolari e bellissime. E Berrettini, considerata l’età, ha ancora ampi margini di miglioramento tecnici e fisici“.

Il romano, dopo il primo titolo in carriera, punta adesso dritto alla top-50 e per Pescosolido non c’è il rischio di sentirsi appagati. “Matteo è un ragazzo diligente e serio, ha un forte legame con Santopadre, Rianna e la federazione. Lavora con dedizione e la sua è stata una crescita costante, non è stato un caso e non sarà un exploit isolato – ha proseguito Stefano – probabilmente adesso a Kitzbuhel potrebbe essere un po’ stanco ma credo sia fisiologico. L’impressione da fuori è di avere di fronte un ragazzo attento e capace di potersela giocare con tutti e su ogni superficie”. 

Una crescita graduale ma che ha stupito anche Pescosolido: “Non pensavo sinceramente potesse riuscirci già da quest’anno, dopo che ha vinto solo a gennaio la sua prima partita Atp. Anche l’Italia ha il suo Next Gen? Direi proprio di sì, a livello giovanile ha fatto meno di altri ma adesso ha recuperato e superato molti altri. Il tennis azzurro è in un gran momento e non c’è rivalità, ognuno traina l’altro verso nuovi traguardi“.

 

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Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia