Milano Cortina ha consegnato all’Italia medaglie e certezze, ma anche domande aperte su chi raccoglierà il testimone delle grandi stelle degli ultimi anni. Il prossimo quadriennio parla già chiaro: velocità da costruire, tecnica da ritrovare, giovani talenti da proteggere e far crescere. Uomini e donne insieme, con le stesse ambizioni e le stesse urgenze.
Con lo spegnimento della fiamma olimpica di Milano-Cortina si entra nella fase più delicata per lo sci alpino italiano: quella del ricambio generazionale. I prossimi quattro anni saranno decisivi per trasformare le certezze costruite dalle grandi protagoniste dell’ultimo decennio in nuove fondamenta competitive, con lo sguardo già rivolto alle Olimpiadi di Francia 2030.
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Brignone e Goggia, il dubbio sul futuro
Il primo interrogativo riguarda Federica Brignone e Sofia Goggia. Per entrambe Milano-Cortina potrebbe aver rappresentato l’ultima partecipazione olimpica. Qualunque sarà la scelta, il loro eventuale addio aprirebbe un vuoto pesante, ma non una frattura insanabile: il movimento femminile dispone di basi solide su cui continuare a crescere.
Il settore maschile: Franzoni punto fermo, Paris verso il tramonto
In campo maschile la situazione è diversa. Dominik Paris ha conquistato il bronzo in discesa, terzo podio olimpico della carriera, ma la sua parabola sportiva è ormai nella fase conclusiva.
La certezza per il prossimo quadriennio si chiama Giovanni Franzoni. L’argento in discesa non è stato episodico, bensì il frutto di un percorso in costante ascesa. Il bresciano è già stabilmente tra i migliori nella velocità e rappresenta il riferimento attorno a cui costruire il nuovo ciclo.
Velocità femminile: Pirovano e Della Mea in rampa di lancio
La velocità femminile offre prospettive incoraggianti. Laura Pirovano è ormai presenza stabile nel gruppo di vertice e il primo podio in Coppa del Mondo appare vicino. Lara Della Mea ha consolidato la propria crescita, con il quarto posto nel gigante olimpico come conferma di una continuità di risultati in top ten.
Entrambe potrebbero presentarsi a Francia 2030 nel pieno della maturità agonistica.
Più indietro nel percorso ma già nel giro azzurro figurano Sara Allemand e Vicky Bernardi, chiamate ad alzare il livello dalla prossima stagione. Dalla Coppa Europa arrivano segnali positivi anche da Sophie Mathiou, Laura Steinmair, Sara Thaler e Giulia Valleriani. Alice Pazzaglia e Valleriani, in particolare, hanno già debuttato in Coppa del Mondo e si propongono anche per le discipline tecniche.

Olimpiadi Milano Cortina 2026 Alpine Skiing Women’s Giant Slalom, Lara Della Mea (ITA), Cortina dAmpezzo, Italy, February 15, 2026. Photo Felice Calabro’
Velocità maschile: Alliod atteso al salto di qualità
Accanto a Franzoni, il nome su cui si concentrano le attese è Benjamin Jacques Alliod. Il 26enne aostano ha mostrato progressi costanti in discesa, con il quinto posto di Crans Montana come punto più alto della stagione. Le qualità per diventare un riferimento stabile della velocità azzurra ci sono, ma servirà continuità.
In prospettiva lavorano Max Perathoner e Gregorio Bernardi, medagliati ai Mondiali juniores 2024, ancora alla ricerca della definitiva affermazione nel circuito maggiore.
Il nodo della tecnica
Il settore tecnico resta il vero cantiere aperto. In campo maschile Alex Vinatzer rimane il punto di riferimento tra gigante e slalom, nonostante un’Olimpiade al di sotto delle aspettative e una stagione caratterizzata da discontinuità. A 26 anni il talento non è in discussione, ma sarà necessario un salto di qualità soprattutto mentale.
Filippo Della Vite, 24 anni, ha già dimostrato di valere la top ten in Coppa del Mondo, ma è chiamato a uscire da una fase complessa. Stefano Pizzato, 22 anni, ha raccolto buoni risultati in Coppa Europa, ma deve ancora compiere il passo decisivo verso il massimo circuito.
In campo femminile la tecnica vive tra attese e rimpianti. Marta Rossetti, frenata da un infortunio, e Marta Bassino, costretta a saltare l’intero anno olimpico, rappresentano risorse importanti per il rilancio del settore. Giorgia Collomb, campionessa del mondo nel Team Event a Saalbach a soli 19 anni, ha attraversato una stagione complicata, ma il talento resta un patrimonio da coltivare.

Giada D’Antonio (ITA) during the Olympic Winter Games Milano-Cortina 2026, Alpine Skiing Women’s Team Combined Slalom on February 10, 2026 at Tofane Alpine Skiing Centre in Cortina D’Ampezzo, Italy
Giovani da proteggere e vivaio in crescita
Milano-Cortina ha visto il debutto olimpico di Giada D’Antonio e Anna Trocker, entrambe giovanissime. Un segnale chiaro di investimento sul futuro. D’Antonio ha però subito un grave infortunio al ginocchio durante gli allenamenti ai Giochi, rallentando il proprio percorso. Trocker ha partecipato alla combinata a squadre e allo slalom, uscendo nella prima manche, ma l’esperienza accumulata rappresenta un valore aggiunto.
Dal prossimo anno entrambe dovrebbero alternare Coppa del Mondo e Coppa Europa, con l’obiettivo di consolidare posizione nella World Start List.
Proprio la Coppa Europa femminile offre indicazioni positive: Alice Pazzaglia e Sara Allemand guidano la classifica generale. Un segnale che il vivaio produce. Peccato per Ambra Pomarè, fermata dalla rottura del crociato mentre faceva da apripista nel gigante olimpico di Cortina, dopo una stagione in crescita.
Verso Francia 2030
Quattro anni nello sci alpino scorrono in fretta. Infortuni, ricambi e nuovi equilibri possono cambiare rapidamente gli scenari. L’Italia ha ancora carte importanti da giocare, ma il lavoro da avviare è consistente, soprattutto nella tecnica maschile e nella costruzione di un gruppo femminile capace di raccogliere l’eredità delle grandi campionesse.
Milano-Cortina è già alle spalle. Il percorso verso Francia 2030 è iniziato.









