Dopo Milano-Cortina 2026 si riapre il dossier Giochi estivi: Campidoglio e Veneto valutano la candidatura, ma il quadro globale è complesso e affollato.
Archiviato il successo delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, l’Italia torna a guardare ai Giochi estivi. Sul tavolo c’è l’ipotesi di una candidatura per il 2036 o per il 2040, con Roma e Venezia che emergono come le principali protagoniste di un possibile progetto nazionale.
Il dibattito è aperto, ma il percorso è ancora tutto da costruire, tra equilibri istituzionali, dinamiche geopolitiche e una concorrenza internazionale agguerrita.
Segui le nostre dirette e i nostri contenuti su Sportface Tv. Per scaricare gratuitamente l’app di Sportface TV, puoi accedere al Play Store per Android e scaricare l’app Sportface. Se hai un dispositivo iOS, puoi scaricare l’app dall’App Store. L’app è disponibile anche per l’uso web tv.sportface.it
Venezia e l’ipotesi rilanciata dal Veneto
A rilanciare la suggestione è stato il governatore del Veneto Luca Zaia, con l’idea di candidare Venezia e le regioni circostanti. Un’ipotesi che il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha definito “da esplorare”, intervenendo a “24 Mattino” su Radio 24.
“È un’ipotesi da esplorare. Ovviamente, alla fine di queste Olimpiadi vedremo il da farsi anche da un punto di vista tecnico. Noi faremo la nostra parte, come è giusto che sia, e speriamo di essere i più attrattivi possibili per continuare questa esperienza olimpica che tanto ha dato al Veneto e all’Italia. Per Venezia sarebbe un orgoglio enorme: credo che ciascun presidente del Veneto sarebbe orgoglioso di qualcosa del genere”.
La proposta si inserisce in una riflessione più ampia sulla valorizzazione del territorio veneto e sull’eredità lasciata dall’esperienza olimpica invernale.
Roma 2036 o 2040, la strategia secondo Rocca
Parallelamente, Roma valuta un nuovo tentativo dopo lo stop alla candidatura per il 2024, ritirata nel 2016 dall’amministrazione guidata da Virginia Raggi. L’idea è stata rilanciata dal sindaco Roberto Gualtieri e trova apertura nella Regione Lazio.
Il presidente Francesco Rocca sottolinea la necessità di un’azione coordinata tra Comune, Regione, Coni e Cio: “Unire le forze di Comune, Regione e Coni, seguendo un modello di lavoro già testato con il Giubileo”.
Secondo Rocca, la candidatura può avere successo solo se tutti i livelli istituzionali remano nella stessa direzione: “Si va in buca se si costruisce una proposta credibile che, nell’ottica della valorizzazione, tenga conto anche dei temi dell’esclusione sociale e delle periferie”.
La Regione Lazio, ha aggiunto, non si tirerebbe indietro di fronte a un’opportunità con ricadute importanti sul territorio, ma occorre muoversi con prudenza e dialogare preventivamente con Coni e Cio, anche alla luce della precedente esperienza del 2024.
Il ruolo del Coni e le posizioni interne
Sul fronte sportivo, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha espresso un gradimento “a titolo personale”: “Punterei su Roma: c’è una percentuale di impianti già realizzati”.
Più cauto l’ex presidente Giovanni Malagò, oggi alla guida della Fondazione Milano-Cortina, che ha invitato a evitare prese di posizione premature, definendo il percorso lungo e complesso.
La candidatura, infatti, deve essere formalmente presentata dal Coni al Cio, e al momento non esiste ancora un dossier ufficiale.
La concorrenza dall’estero e la variabile geopolitica
L’assegnazione dei Giochi segue un equilibrio rotazionale a cui il Cio è storicamente attento. Le edizioni già assegnate sono Los Angeles 2028 (continente americano) e Brisbane 2032 (continente oceanico). Per il 2036 si registrano manifestazioni di interesse da parte di Budapest, Doha, India, Turchia (Istanbul) e Arabia Saudita.
La Germania, inoltre, ha manifestato l’intenzione di tornare a ospitare le Olimpiadi, pur con riserve sulla data del 2036, che coinciderebbe con il centenario dei Giochi di Berlino del 1936. L’ipotesi tedesca potrebbe quindi spostarsi sul 2040 o sul 2044, con città come Monaco di Baviera, Amburgo o la regione Reno-Ruhr pronte a candidarsi.
Tra i fattori da considerare ci sono anche le nuove linee guida che la presidente del Cio Kirsty Coventry dovrà definire, in particolare sui temi della sostenibilità, della legacy e del ruolo delle infrastrutture.
Per l’Italia, inserirsi nel 2040 potrebbe avere un valore simbolico legato agli 80 anni dai Giochi di Roma 1960. Ma la partita è ancora aperta e il confronto si gioca su più livelli: interno, europeo e globale.









