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L’Italia torna a sognare le Olimpiadi estive: Roma e Venezia valutano la candidatura

Milano, Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, la cerimonia di apertura il meglio
The Five Olympic Circle on fire during the Opening Ceremony of the Olympic Winter Games Milano-Cortina 2026 on February 06, 2026 at the Milano San Siro Olympic Stadium in Milan, Italy

Dopo Milano-Cortina 2026 si riapre il dossier Giochi estivi: Campidoglio e Veneto valutano la candidatura, ma il quadro globale è complesso e affollato.

Archiviato il successo delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, l’Italia torna a guardare ai Giochi estivi. Sul tavolo c’è l’ipotesi di una candidatura per il 2036 o per il 2040, con Roma e Venezia che emergono come le principali protagoniste di un possibile progetto nazionale.

Il dibattito è aperto, ma il percorso è ancora tutto da costruire, tra equilibri istituzionali, dinamiche geopolitiche e una concorrenza internazionale agguerrita.

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Venezia e l’ipotesi rilanciata dal Veneto

A rilanciare la suggestione è stato il governatore del Veneto Luca Zaia, con l’idea di candidare Venezia e le regioni circostanti. Un’ipotesi che il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha definito “da esplorare”, intervenendo a “24 Mattino” su Radio 24.

“È un’ipotesi da esplorare. Ovviamente, alla fine di queste Olimpiadi vedremo il da farsi anche da un punto di vista tecnico. Noi faremo la nostra parte, come è giusto che sia, e speriamo di essere i più attrattivi possibili per continuare questa esperienza olimpica che tanto ha dato al Veneto e all’Italia. Per Venezia sarebbe un orgoglio enorme: credo che ciascun presidente del Veneto sarebbe orgoglioso di qualcosa del genere”.

La proposta si inserisce in una riflessione più ampia sulla valorizzazione del territorio veneto e sull’eredità lasciata dall’esperienza olimpica invernale.

Roma 2036 o 2040, la strategia secondo Rocca

Parallelamente, Roma valuta un nuovo tentativo dopo lo stop alla candidatura per il 2024, ritirata nel 2016 dall’amministrazione guidata da Virginia Raggi. L’idea è stata rilanciata dal sindaco Roberto Gualtieri e trova apertura nella Regione Lazio.

Il presidente Francesco Rocca sottolinea la necessità di un’azione coordinata tra Comune, Regione, Coni e Cio: “Unire le forze di Comune, Regione e Coni, seguendo un modello di lavoro già testato con il Giubileo”.

Secondo Rocca, la candidatura può avere successo solo se tutti i livelli istituzionali remano nella stessa direzione: “Si va in buca se si costruisce una proposta credibile che, nell’ottica della valorizzazione, tenga conto anche dei temi dell’esclusione sociale e delle periferie”.

La Regione Lazio, ha aggiunto, non si tirerebbe indietro di fronte a un’opportunità con ricadute importanti sul territorio, ma occorre muoversi con prudenza e dialogare preventivamente con Coni e Cio, anche alla luce della precedente esperienza del 2024.

Il ruolo del Coni e le posizioni interne

Sul fronte sportivo, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha espresso un gradimento “a titolo personale”: “Punterei su Roma: c’è una percentuale di impianti già realizzati”.

Più cauto l’ex presidente Giovanni Malagò, oggi alla guida della Fondazione Milano-Cortina, che ha invitato a evitare prese di posizione premature, definendo il percorso lungo e complesso.

La candidatura, infatti, deve essere formalmente presentata dal Coni al Cio, e al momento non esiste ancora un dossier ufficiale.

La concorrenza dall’estero e la variabile geopolitica

L’assegnazione dei Giochi segue un equilibrio rotazionale a cui il Cio è storicamente attento. Le edizioni già assegnate sono Los Angeles 2028 (continente americano) e Brisbane 2032 (continente oceanico). Per il 2036 si registrano manifestazioni di interesse da parte di Budapest, Doha, India, Turchia (Istanbul) e Arabia Saudita.

La Germania, inoltre, ha manifestato l’intenzione di tornare a ospitare le Olimpiadi, pur con riserve sulla data del 2036, che coinciderebbe con il centenario dei Giochi di Berlino del 1936. L’ipotesi tedesca potrebbe quindi spostarsi sul 2040 o sul 2044, con città come Monaco di Baviera, Amburgo o la regione Reno-Ruhr pronte a candidarsi.

Tra i fattori da considerare ci sono anche le nuove linee guida che la presidente del Cio Kirsty Coventry dovrà definire, in particolare sui temi della sostenibilità, della legacy e del ruolo delle infrastrutture.

Per l’Italia, inserirsi nel 2040 potrebbe avere un valore simbolico legato agli 80 anni dai Giochi di Roma 1960. Ma la partita è ancora aperta e il confronto si gioca su più livelli: interno, europeo e globale.

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