Federica Pellegrini dopo Budapest 2017: “Non voglio rischiare di non risalire sul podio”

Federica Pellegrini - Rio 2016 - Foto Mezzelani/Ferraro/Gmt

Mi sento un po’ sulle nuvole; dentro di me, una parte (penso anche meritata) è già andata in vacanza”. Queste le prime parole di una Federica Pellegrini ancora incredula di tutto quello che è successo durante i recenti Mondiali di nuoto a Budapest. La Divina, nome con cui viene spesso identificata, ha anche l’aggettivo Leggendaria: “Finché lo dicono gli altri, sono molto contenta di questi due aggettivi così importanti; di sicuro nei 200m stile libero ho fatto qualcosina in questi anni..”, prosegue la neo campionessa in un’intervista esclusiva realizzata da Lia Capizzi per SkySport.

Dopo aver chiuso casa sua con l’oro al collo, le sue idee sembrano abbastanza chiare: “Penso che la maggior parte della gente mi capisca; sicuramente ricominciare a gareggiare senza fare i 200 mi sembrerà molto strano però, dopo quello che ho passato in seguito al quarto posto di Rio, non voglio continuare a rincorrere niente: quello che volevo fare, l’ho fatto. Ho trovato la mia pace, non voglio rischiare di non risalire più su quel podio e quindi di dover rincorrere ancora una volta una cosa che poi, a 32 anni, diventa molto difficile”.

L’obiettivo: “Lo sfizio dei prossimi tre anni è quello di tornare a fare la velocista” – ribadisce Federica che, con voce decisa, continua – “Lo sfizio l’ho conservato per gli ultimi anni di carriera, sono contenta di questo nuovo obiettivo, di questa nuova strada, sono sicura che sarà molto divertente. Se continuo a nuotare lo faccio seriamente, se voglio andare avanti è perché credo che questi anni mi portino da qualche parte; non so ancora dove e quanto margine avrò nella velocità visto che non l’ho mai allenata, quello che farò è più nelle corde di Matteo perché la sua scuola parte da una scuola di velocisti!”.

Amante della tv e della moda, amante delle scarpe con il tacco di cui custodisce una bella collezione nella sua casa, come ha rivelato la mamma Cinzia in uno degli ultimi speciali dedicati alla figlia, “Penso che di proposte ne arriveranno molte da qui a settembre, dalla moda alla tv; comincerò a dire un po’ di più di si alle trasmissioni, diciamo che sarò un po’ più libera di avere tempo anche per altro. Non penso che la mia vita sarà in tv, però mai dire mai”, aggiunge Federica, ridendo.

L’abbraccio di mamma e papà, l’arrivo di suo fratello Alessandro dall’Inghilterra, la commozione del suo allenatore Matteo Giunta sono solo alcuni dei tanti ricordi che la fresca regina dei 200m stile libero porterà con sé per sempre: “Le lacrime di Matteo me le ricorderò per tutta la vita perché non penso di averlo mai visto piangere!”.

Una vittoria sofferta, un’araba fenice che non ha mai smesso di crederci e che, ancora una volta, è riuscita a regalare emozioni all’Italia intera, nonostante i problemi di cuore, nonostante tutto e tutti.

Dalle lacrime di Rio all’abbraccio di Budapest: “Indipendentemente da tutto, io e Filippo siamo entrati in nazionale insieme nel 2003; sono stati tanti anni di lavoro insieme, tanti anni di gioie e di delusioni” – racconta Federica parlando del “suo” Filippo Magnini – “la sconfitta dell’anno scorso è stata per me la più tosta perché comunque era un’Olimpiade e lui sapeva benissimo cosa voleva dire per me stare giù da quel podio per pochissimo. Ha sofferto se non come me, forse leggermente meno e quindi l’abbraccio dopo la gara di questi Mondiali significava tanto anche perché lui era a conoscenza di tutto il percorso che avevo fatto per arrivare lì..

Lontani dai riflettori, i due stanno attraversando un periodo in cui preferiscono mantenere privata la loro storia: “No, alla fine dell’abbraccio non c’è stato nessun bacio..” sottolinea Federica.

Un legame forte, una passione che li ha uniti fin da bambini, l’arrivo insieme in nazionale, tante gare, tanti allenamenti insieme ma purtroppo, come tutte le cose belle, anche questa avventura è destinata a finire: “Quando Filippo mi ha annunciato del ritiro, onestamente mi sono messa a piangere. Può essere giusto per lui in questo momento perché comunque ha dato tanto al nuoto ed è un periodo in cui sta facendo davvero molta fatica però lui è sempre il capitano della squadra e, quindi, non averlo più in nazionale dispiace. E’ come la fine di un ciclo.

Da 13 anni, Federica è sempre li, a vestire la maglia azzurra e a portare in alto il tricolore in giro per il mondo: “Forse la cosa più eclatante è il fatto di non aver mai mollato; vedo molti atleti che vincono, perdono e poi si perdono completamente. Stare li per tutti questi anni non è mai stato facile, è la dote che mi riconosco di più!”, conclude la Leggendaria.