F1, ‘monday review’: i commenti post GP Cina 2018

di - 16 aprile 2018

Terzo appuntamento con il ‘monday review’ del Mondiale 2018 della Formula 1, dal Bahrain si è passati in Cina trovando Daniel Ricciardo come l’uomo copertina. A Shanghai è andata in scena un’altra gara incredibile ricca di colpi di scena dove i protagonisti della lotta preannunciata Lewis Hamilton e Sebastian Vettel son rimasti giù dal podio. Poi c’è Max Verstappen, tanto esaltato quanto criticato per le sue manovre: cambierà qualcosa dopo questo Gran Premio della Cina?

Ancora una volta un’altra gara spettacolare ed intensa: il pubblico cinese pazzo di Vettel per il sabato di qualifica con tanto di pole position ed euforico per la vittoria domenicale a sorpresa di Ricciardo che sul podio, come suo solito fare, festeggia bevendo champagne dalla sua scarpa. Sono tanti i temi da affrontare: dal gioco delle strategie alle manovre al limite al termine di una tappa che ha ristretto il gap in classifica tra i top drivers.

MAGO RICCIARDO Daniel Ricciardo in Cina ha dato una solida dimostrazione del suo potenziale nascosto dietro ad una Red Bull troppo altalenante. Il suo week end è iniziato in salita con dei risultati non troppo performanti nelle prove libere con tanto di preoccupante rottura del turbo durante il corso della terza sessione. In qualifica i suoi meccanici hanno fatto una vera e propria corsa contro il tempo per sostituire l’intera powerunit facendolo uscire a soli 3 minuti dal termine del Q1 con un set-up non perfezionato. Con un solo tentativo Daniel è riuscito a chiudere con il quattordicesimo tempo, salvandosi dal primo taglio, per poi sistemare qualcosina nella macchina superando il Q2 ed infine centrando il sesto posto dalla griglia di partenza.

La gara domenicale è iniziata discretamente con una partenza positiva alle spalle di Lewis Hamilton per via di uno scatto fenomenale di Max Verstappen, avventatosi subito all’attacco delle posizioni importanti. Ricciardo è rimasto lì, attaccato al gruppo di testa, in attesa che potesse accadere un qualcosa per smuovere la situazione. Il clamoroso contatto fra le due Toro Rosso ha lasciato dei detriti sulla pista e la direzione gara è stata costretta al richiamo della safety car. In quel momento la scuderia austriaca ha avuto la brillantezza e la bravura di chiamare Verstappen e Ricciardo ai box per una seconda sosta mettendoli nuovamente in pista con gomme più fresche e performanti per tentare la rimonta. È proprio qui che Ricciardo ha sfruttato al meglio la strategia della Red Bull riuscendo a dar vita ad una rimonta pazzesca con sorpassi in staccata tanto belli quanto efficaci. Delle manovre perfette, pulite e difficili da vanificare: da Hamilton fino a Bottas passando per le Ferrari, Ricciardo taglia il traguardo mostrando tutta la sua felicità. Un balzo in avanti in classifica meritato dopo un avvio piuttosto sfortunato.

VERSTAPPEN, IMPARA CHE… – Un pilota ventenne che sogna di fare il campione del mondo, magari un giorno, con la migliore monoposto disponibile sul paddock. Verstappen vuole il titolo, vuole stupire, vuole che si parli di lui per il suo talento e per la sua capacità di spaventare i piloti quando si presenta dietro gli scarichi. Ma purtroppo non è questo il modo di comportarsi in pista in mezzo a tanti campioni che gareggiano per il suo stesso motivo. Il Gran Premio della Cina per Max Verstappen è stato un passo indietro pesante per la sua carriera, per le sue ambizioni e per la sua stima. Per la prima volta il terribile ragazzino olandese si è scusato in mondovisione, “uno schifo” a detta sua l’inizio di stagione fino ad ora. La manovra su Sebastian Vettel è stata tanto insensata quanto dannosa per entrambi perché, rovinando la Ferrari del leader del Mondiale, non ha permesso a Seb di lottare per il podio. Ma la cosa più grave è il fatto che quella Red Bull, in quel momento e con quelle gomme, era la macchina migliore in pista per poter attendere ad uno spazio leggermente più agibile e tentar il sorpasso per andare a prendersi il podio e chissà, la vittoria. Invece no, 10 punti di penalità, 2 sulla patente e numerose critiche, anche da chi lo ha sempre coccolato e difeso. Helmut Marko parla di una doppietta buttata e che Max deve calmarsi in queste situazioni perché poi il suo momento arriverà, perché è ancora giovane ed ha tanti altri anni da gestire nella sua carriera. Verstappen, impara che in pista non si è soli ma si gareggia con tanti altri piloti e si può vincere, sorpassare, rimontare, anche senza esagerare. In Cina la differenza di mentalità e di “self control” fra lui e Ricciardo è stata abissale.

PRIMO K.O. FERRARI – Per la prima volta in questa stagione, dopo le tappe in Australia e Bahrain, non è la Ferrari a salire sul gradino più alto del podio. Purtroppo non avremo mai la possibilità di sapere come sarebbe andata a finire se Verstappen non avesse centrato in pieno Vettel nella parte finale di gara ma certo è che la strategia questa volta non è stata gestita nel migliore dei modi. Ci sono tante domande da porsi riguardo i pit-stop di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen con un’eccessiva attesa che con il senno di poi possiamo definire errata. Al via i due piloti della Rossa si son dati battaglia con Vettel che ha legittimato la pole position chiudendo la porta in faccia al compagno di squadra che, alzando il piede dall’acceleratore, ha subito il doppio sorpasso nel giro di poche curve. Raikkonen si è lamentato di questo nel post gara ma, a parti invertite, qualunque pilota avrebbe fatto la stessa cosa per difendere la pole. Poi la strategia sosta, questa volta non ottimale a causa di una magia soprattutto di Valtteri Bottas.

L’under-cut Mercedes ha funzionato con il pilota finlandese che si ferma anticipatamente e con gomme fresche costruisce un giro molto veloce con il quale recupera addirittura tre secondi a Seb. Vettel entra ai box ed il cambio gomme è uno dei più lenti di questa gara domenicale tanto che il ferrarista perde poco più di due secondi all’uscita dalla pit-lane e si mette all’inseguimento della freccia d’argento numero 77. In tutto questo la scuderia di Maranello decide di sacrificare Kimi Raikkonen, allungando il primo stint nel tentativo di stringere nella morsa “rossa” Bottas. Valtteri si libera facilmente del connazionale e dietro a lui segue Vettel, non riuscendo però a trovare il giusto spazio per provare il sorpasso. A questo punto la gara di Kimi è compromessa e rientra ai box per il cambio gomme uscendo in sesta posizione con oltre 10 secondi di ritardo da Ricciardo. Poi arriva il contatto Toro Rosso ed il caos in pit-lane ma la Ferrari non se la sente di tentare un altro cambio strategia con Kimi per l’eccessivo ritardo accumulato nei giri precedenti. Qui arriva l’errore decisivo, perché le gomme fresche permettono alla Red Bull di avere un ottimo grip agevolando una rimonta impronosticabile. Il muretto box della Rossa non se la sente e lascia in pista Kimi nel tentativo di guadagnare qualcosa sul finale sulle due Mercedes. Raikkonen si avvicina ad Hamilton, usufruisce del contatto Vettel-Verstappen per guadagnare posizioni e scavalca Lewis (fuori pista) passando all’interno proprio nella zona dell’incidente. L’inseguimento su Bottas non produce effetti ma il terzo posto è comunque una piccola consolazione per un altro straordinario lavoro di squadra gestito dal finlandese anche se, per la terza volta in questo campionato, parliamo del rammarico di Kimi. Si poteva osare di più, si poteva ricavare di più, però con il senno di poi è facile giudicare.

Ed è così che Lewis Hamilton chiude con un’anonima quarta posizione e Sebastian Vettel salva il “salvabile” portando la Ferrari, con grande fatica, sul traguardo in ottava piazza. Il campione del mondo riduce il gap di otto punti dal leader del Mondiale anche se in Cina le copertine dei giornali son tutte per Daniel Ricciardo. “Dan the man” conquista una piccola rivincita personale e scaccia via la sfortuna trovando il primo acuto stagionale della Red Bull. Ferrari e Mercedes a sorpresa al di sotto delle attese, incapaci di fermare la rimonta dei “torelli” per la prima volta dopo tanto tempo.

Un week end pazzesco che ha cambiato diverse prospettive per il proseguo del campionato nella lotta al titolo iridato piloti ed anche nel costruttori. C’è grande bagarre per un avvio di grande equilibrio che mancava da tanti anni. Dalla Cina si passerà in Azerbaijan per il quarto round per le vie della città di Baku, di mezzo una settimana di pausa. Pensieri, riflessioni e preparazione per la prossima tappa quando al termine mancano ancora 18 Gran Premi alla conclusione di questo Mondiale.

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