F1, ‘monday review’: i commenti post GP Canada 2018

di - 11 giugno 2018

Settimo round del Mondiale 2018 e settimo appuntamento con il monday review. Nella prima serata italiana di domenica 10 giugno è andato in scena il Gran Premio del Canada, tappa che ha visto trionfare Sebastian Vettel. Dopo quattro gare di attesa senza vittoria il pilota tedesco della Ferrari è tornato sul gradino più alto del podio dominando la gara sul Circuit de Gilles Villeneuve davanti a Valtteri Bottas e Max Verstappen. Delusi di giornata Lewis Hamilton con il quinto posto e Kimi Raikkonen addirittura in sesta posizione: entrambi beffati dalla rimonta di Daniel Ricciardo.

Pochi sorpassi sull’isola di Notre-Dame di Montreal ma il pubblico si esalta ugualmente per la guida strabiliante di Vettel. Grande affluenza al paddock canadese colorato in gran parte di rosso per sostenere Seb e Kimi in un Gran Premio cruciale dopo le difficoltà mostrate in Spagna oltre al mancato successo nel Principato di Monaco. Non è stato sicuramente un GP esaltante con tante lotte “promesse” e non rispettate. Al traguardo, rispetto alla griglia di partenza dei top-six, si notano solamente i due sorpassi di Ricciardo su Raikkonen (al via) e su Hamilton (con l’over-cut). Analizziamo tutti i temi che la gara di Montreal ci ha fornito in questa domenica che sorride al Cavallino.

VETTEL, QUANTI NUMERI IN CANADA – Capolavoro Seb. Il tedesco è stato dominante ed alla fine ha portato a casa i meritati 25 punti al termine di un week end iniziato in salita e completato canticchiando l’inno di Mameli sul podio. Il sorriso, il dito alzato al cielo: c’è tutta la felicità da parte del ferrarista capace di sfatare numerosi tabù in uno dei circuiti maggiormente significativi per la scuderia di Maranello. Nel sabato di qualifica Vettel per una questione di millesimi è riuscito a conquistare la pole position, cosa che alla Ferrari non capitava addirittura da 17 anni con Michael Schumacher. Domenica, invece, Seb ha riportato il Cavallino al successo 14 anni dopo l’ultima volta, vittoria targata ancora una volta da Schumi. Poi la dedica a Gilles Villeneuve, leggenda della F1 che proprio sull’isola di Notre-Dame 40 anni fa siglò la vittoria a bordo della Ferrari davanti al proprio pubblico. Tirando le somme Vettel ha recuperato 18 punti su Hamilton nelle ultime due gare, guadagnandone 3 a Monaco e 15 in Canada. Dal -17 al +1 in classifica con la leadership rapidamente ritrovata nella corsa al titolo iridato: “Il campionato è molto equilibrato e la stagione è ancora molto lunga. L’importante è che la Ferrari sia forte e rimanga forte perché così possiamo battagliare – commenta Seb nel post gara – Quarantanni dopo Gilles, 14 dopo Schumi e negli ultimi dieci giri ho pensato proprio a Michael ed alla sua vittoria qui sperando di arrivare al traguardo senza problemi. Venerdì un disastro poi la macchina è stata fantastica e con la nuova powerunit abbiamo fatto un bel passo avanti. Possiamo vincere in tutte le gare e per questo dobbiamo rimanere forti e competitivi“.

HAMILTON SI CARICA E RILANCIA – In gara un atteggiamento passivo, quasi arrendevole a sentire i team radio, nel post GP Hamilton si carica e rilancia la sfida. Un week end complicato per Lewis che in Canada era abituato a mettere in riga tutti, suo circuito preferito dove detiene numeri da capogiro fra pole e vittorie. Nulla di tutto questo: il britannico ha chiuso in un’anonima quinta posizione dietro al duo Red Bull, a sorpresa maggiormente competitivi. Il continuo “up&down” di potenza sulla sua Mercedes non gli ha permesso di attaccare fin dalle prime fasi della gara trovandosi costretto ad una lotta estenuante negli ultimi giri contro Ricciardo. Nonostante numerose volte sia stato sotto il secondo di distacco per tentare il sorpasso col DRS, la Red Bull dell’australiano ha sempre allungato nelle chicane senza lasciare alcuna possibilità al campione del mondo in carica. Ma nel post gara Hamilton non fa drammi, anzi: “Ci saranno dei cambiamenti nei rapporti di forza in pista da una gara all’altra. Se non facciamo un lavoro migliore sarà dura battere la Ferrari ma prima o poi vacilleranno anche loro, dovremo metterli sotto pressione. Io cercherò di tornare ancor più forte per la prossima gara“.

RISCATTO BOTTAS-MAX, RAIKKONEN NON C’È – Un podio che ha il sapore di riscatto per Valtteri Bottas e Max Verstappen. Arrivati alla tappa canadese la classifica recitava il seguente ordine: Hamilton, Vettel e Ricciardo. Tre piloti da tre scuderie diverse per tre annunciate “prime guide” anche se a Montreal le performance in pista sono di tutt’altro avviso. Bottas sfiora la pole e Verstappen affronta tutto il fine settimana con a testa bassa e senza sbavature. Due solide risposte dopo un avvio di stagione complicato nel confronto diretto coi rispettivi compagni di squadra: “Ho provato a vincere, chiaramente c’era una possibilità perché tutto può accadere e abbiamo provato a mettere pressione su Seb ma loro sono sempre sembrati in controllo della gara – spiega Bottas – Abbiamo spinto ma loro sono riusciti a mantenere lo stesso distacco, la Ferrari era semplicemente più veloce rispetto a noi“. Pieno di energia Verstappen che nel post gara commenta: “Vorrei sempre un week end così. Abbiamo una macchina molto buona e l’abbiamo mostrato sicuramente a Monte Carlo dove non ci sono tanti rettilinei. Attendo le prossime piste che probabilmente saranno meglio di altre per noi ma se continuiamo così ci saranno tante gare positive“.

Ad ogni modo la quarta posizione di Daniel Ricciardo, seppur dietro a Max, viene accolta con il sorriso dal pilota australiano: “È andato tutto bene, mi è piaciuto l’over-cut su Hamilton ed ho dato tutto nel finale per difendere la posizione: credo che il quarto posto fosse il massimo possibile con la strategia che avevamo. Non so se avrei passato Max se fossi rimasto ancora un po’ in pista, ma penso di sì. Probabilmente dal box non hanno voluto che ci invertissimo le posizioni in questo modo“. È una statua di ghiaccio Kimi Raikkonen nelle interviste del post gara, consapevole di aver fatto un Gran Premio altamente al di sotto delle attese. Dopo l’errore in qualifica ci si attendeva una gara in rimonta ma ice-man non è mai stato competitivo ed il sesto posto viene accolto come una cocente sconfitta: “L’errore l’ho commesso in qualifica e tutto ciò non ci ha favorito per la gara. Ho provato a scavalcare Hamilton dopo il pit-stop ma non ha funzionato. È stata una gara noiosa, non è successo un granché ed è stata una sorpresa perché su questa pista ti aspetti di vedere diversi sorpassi“.

Brilla la Renault che con la nuova powerunit si conferma la prima forza del Mondiale dietro ai tre top-team. Nico Hulkenberg e Carlos Sainz chiudono rispettivamente settimo e ottavo davanti al francese della Force India Esteban Ocon ed al pilota monegasco della Sauber Charles Leclerc. Un solo incidente in gara causato dalla clamorosa perdita di grip di Lance Stroll che durante il primo giro va a sbattere contro le barriere chiudendo la strada a Brendon Hartley e causando un maxi-crash con i piloti fortunatamente illesi. Niente da fare per Fernando Alonso che conclude la sua gara numero 300 in carriera con un doloroso ritiro per dei problemi di potenza alla sua McLaren. Da annotare un errore banale della direzione gara che ha dato il consenso all’ospite di eccezione, la modella Winnie Harlow, di sventolare la bandiera a scacchi ad un giro dalla fine dei settanta previsti. Caos generale in pista risolto con le scuse della Formula 1, sperando che tutto ciò non accada più per evitare scomode situazioni da risolvere.

Settimana di pausa per il campionato mondiale che riprenderà nel week end 22-24 giugno a Le Castellet, dando il bentornato al Gran Premio di Francia. Sul Circuit Paul Ricard i piloti troveranno un nuovo asfalto con la Pirelli che tornerà a diminuire il battistrada di tutte le mescole di 0,4 millimetri. Come in Spagna la Mercedes sarà la migliore con la modifica delle gomme oppure Ferrari e Red Bull metteranno ancora più in difficoltà la scuderia di Brackley?

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