Coppa Italia, Milan-Alessandria 5-0: rossoneri in finale dopo 13 anni

Sinisa Mihajlovic - fotomenis.it

Missione compiuta per il Milan di Mihajlovic: con il successo per 5-0 i rossoneri fermano sul più bello il sogno dell’Alessandria e tornano in finale di Coppa Italia per la prima volta dal 2003, in attesa del verdetto della seconda semi di domani sera tra Inter e Juventus, con i bianconeri ovvi favoriti dopo il rotondo 3-0 dell’andata. Grande occasione dunque per il club di via Aldo Rossi per tornare a sollevare un trofeo, nell’atto conclusivo dell’Olimpico fissato dalla Lega per il 21 maggio, ma ancora in via di definizione considerando la richiesta di anticipo da parte della FIGC in vista dell’Europeo.

I padroni di casa sfiorano il vantaggio al 6’ con Honda, che spedisce alto col mancino a porta vuota da un paio di metri ma non soffrono praticamente mai. Solamente un’incursione di Fischnaller sventata dall’uscita di Abbiati impensierisce i rossoneri, che però indirizzano la sfida al 14’ con il ritorno al gol dopo 11 mesi di Menez al 20’, imbeccato da un bel lancio di Honda. Il raddoppio arriva con la prima rete di Romagnoli sugli sviluppi di un corner, poi il punto esclamativo con la doppietta del capocannoniere della scorsa stagione, da due passi sull’invito di Poli al termine di un’azione avvolgente sviluppata da sinistra a destra. Con la qualificazione ormai in cassaforte, Mihajlovic fa rifiatare Kucka (ottima la sua prestazione anche oggi) mandando in campo nella ripresa Jose Mauri, poi anche una mezz’ora abbondante per Boateng, a rilevare Bonaventura. I grigi ci provano, sfiorano anche il gol della bandiera ma De Sciglio salva al 75’ sulla linea, prima di incassare la doppietta di Romagnoli. Nell’ultimo quarto d’ora spazio anche a Bacca (che si divora il 5-0 a cinque dalla fine) per regalare la standing ovation a Menez, non ancora in perfette condizioni ma pedina che potrebbe rivelarsi fondamentale considerando i problemi di Niang, poi qualche giro d’orologio prima del fischio finale la manita firmata dall’atteso Balotelli. Finale raggiunta all’insegna del 13: come gli anni passati dall’ultima finale dalla competizioni, come il numero di sfide per il titolo nella storia del club e, perché no, come il numero di maglia dell’insospettabile Romagnoli.

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Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia