Masters 1000 Cincinnati, Berrettini: “Ora sto bene, ho bisogno di giocare partite”

Matteo Berrettini - Foto Ray Giubilo

Matteo Berrettini ritrova la vittoria al rientro sul circuito dopo l’infortunio che gli ha impedito il sogno olimpico. Dalla delusione l’azzurro ha trovato le motivazioni giuste per mettersi al lavoro e prepararsi al meglio per la stagione americana. “Sappiamo che lo sport è così, arrivavo da un grande risultato con la finale di Wimbledon e forse avevo spinto troppo il mio corpo – dice dopo la vittoria in rimonta su Ramos nel Masters 1000 di CincinnatiOra mi sento bene, le condizioni non erano facili perché era molto umido ma non sento dolore. Ho il tape alla gamba perché quando torni da un infortunio la parte del corpo lavora in modo diverso ma sono felice di poter giocare un altro match, ne ho bisogno anche per abituarmi alle condizioni in America. Io gioco sempre per vincere ma non sarebbe giusto chiedermi il miglior livello. Ho bisogno di sentire di mettere in campo ogni volta qualcosa in più. Dire che non punto al titolo sarebbe una bugia, ci provo“.

A Cincinnati il piacevole ritorno del pubblico e dei protocolli decisamente più leggeri rispetto a un anno fa. “La bolla più dura è stata quella dell’anno scorso di New York con Cincinnati e Us Open – ricorda – Anche a livello mentale è un sollievo poter vedere il mio team, l’anno scorso ci dicevano alle 22 di andare a dormire: sembrava di essere tornati alle medie. Si vede che i giocatori sono più sereni, speriamo che tutti i tornei possano adottare certe misure”. 

L’autore: /

Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia