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Roma 2024, Antonio Rossi: “Roma non deve temere nessuno”

Antonio Rossi - Foto Profilo Ufficiale Facebook

Roma è Roma, non si può immaginare uno scenario migliore per i Giochi del 2024“. Se lo dice Antonio Rossi, uno che dei Giochi Olimpici ha scritto la storia, con i suoi tre ori (due ad Atlanta e uno a Sydney), un argento e un bronzo nella canoa kayak, ci si può credere.

Il grande campione lecchese, ora assessore allo Sport della Regione Lombardia, ben conosce le dinamiche della macchina amministrativa sportiva italiana, essendo stato per anni nella Giunta nazionale del Coni e tuttora rappresentante degli atleti nel Consiglio nazionale. Per Rossi, Roma 2024 costituisce più di un sogno, è un’opportunità in cui ogni sportivo italiano deve credere, e lo ha raccontato in esclusiva a Sportface.it.

Antonio, Roma si è presentata al mondo con un progetto affascinante e sostenibile. Hai seguito con attenzione gli sforzi del presidente Malagò in questi mesi: cosa ne pensi?
“Il presidente ha lavorato davvero bene. Lui, il presidente del Comitato promotore Luca Cordero di Montezemolo e Diana Bianchedi si sono dati da fare, e anche sotto l’aspetto della comunicazione devo ammettere di essere rimasto molto colpito, a differenza della candidatura per il 2020. Vedo un impegno serio e un indirizzo preciso: emozionare. Ho apprezzato molto i filmati sugli atleti italiani del passato”.

Qual è il punto di forza della capitale per sbaragliare le concorrenti e ottenere, il 13 settembre 2017, la sospirata assegnazione dei Giochi?
“La sua storia, la sua bellezza. In una parola sola: Roma. La città vanta delle eccellenze sportive e strutturali che, come ha detto Montezemolo, non ti portano più voti, ma te ne portano meno quando non le hai. Il villaggio olimpico a Tor Vergata è un’ottima soluzione e anche l’attuale presidente del Cio Thomas Bach, nel dossier del 2004, l’aveva promossa. I vari parchi olimpici inseriti nel cuore della città sono straordinari. Per il Coni questa è un’occasione unica e irripetibile”.

Si è parlato tanto dell’aspetto economico, che non è secondario. Le stime del Comitato parlano di un traino per il Paese.
“Una crescita annua del Pil dello 0,4%, i 177mila nuovi posti di lavoro sono cifre che si commentano da sole. Poi credo che la cosa più importante sia la spesa molto contenuta se confrontata con altre candidature. Si parla di circa 5/6 miliardi di euro complessivi, cui certamente andrebbero aggiunti i costi per la mobilità, i trasporti e la sicurezza. Resta il fatto che un investimento di questo genere è fattibile, ma lo Stato deve sostenere la candidatura con ogni mezzo e in maniera compatta. Il Comune di Roma da solo non può portarla avanti vista l’attuale situazione politica ed economica. Le ultime notizie sul deficit di Bilancio (13,6 miliardi, ndr) non sono certo incoraggianti”.

Cosa pensi delle candidate rivali, Parigi, Los Angeles e Budapest?
“Credo che Roma sia unica e non debba temere niente e nessuno. Dal punto di vista delle suggestioni non esiste uno scenario migliore, qui ci sono una bellezza e una storia che solo Parigi, forse in maniera minore, può vantare. Budapest è una bellissima città ma non regge il confronto. Los Angeles da questo punto di vista è molto indietro”.

Oltre alla bontà del progetto, che prevede l’interessamento di altre realtà italiane, Roma conta dunque sul suo fascino millenario. Su cosa faranno leva le avversarie per cercare di contrastarla?
“Parigi farà lo stesso e dalla sua avrà anche il centenario dell’Olimpiade del 1924. Per molti è considerato un punto a favore, però se andiamo a vedere la ricorrenza non fu decisiva nemmeno per Atene nel 1996, quando i Giochi furono assegnati ad Atlanta. Los Angeles invece celebrerà i quarant’anni dall’edizione dell’84, ma la sua candidatura mi sembra piuttosto debole visto che la prima scelta americana era stata Boston, poi ritirata. Budapest sembra fra tutte la meno competitiva”.

La lunga volata sino a settembre 2017 è dunque partita. Roma 2024 gode dei favori dei pronostici ma non deve mai voltarsi a guardare gli avversari, proprio come Rossi faceva in acqua, sul suo kayak. “L’auspicio – conclude il tre volte campione olimpico – è di escludere Los Angeles alla prima votazione, per poi conquistare voti tra i membri del Cio che sostengono la candidatura americana. Roma deve crederci e deve crederci tutto il Paese“.

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