La campionessa di Milano-Cortina 2026 parla del futuro dopo il trionfo: controlli al J Medical, nessuna decisione immediata sul ritiro e il desiderio di tornare a una vita normale lontano dai riflettori.
La festa per le medaglie può attendere. Federica Brignone, reduce dal successo ai Giochi di Milano-Cortina 2026, sceglie la trasparenza quando affronta il tema del proprio futuro. Dietro le vittorie, racconta, c’è stato un percorso fatto anche di dolore e sacrifici fisici.
“Ho preso antinfiammatori tutti i giorni, ora basta”
La sciatrice azzurra non nasconde le difficoltà attraversate nelle ultime settimane:
“Il programma è tornare al J Medical settimana prossima, poi ho qualche impegno a Milano e poi deciderò cosa fare. Il prossimo step è tornare al J Medical e vedere come vanno le cose. Fino a qui ho veramente tenuto duro, ho preso antinfiammatori tutti i giorni, ora basta. O la mia gamba regge, nel senso che riesco comunque a sciare più o meno senza dover ricorrere agli antinfiammatori, altrimenti vediamo”.
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Parole che spiegano quanto sia stato complesso arrivare pronta all’appuntamento olimpico. La priorità adesso è capire se il fisico potrà sostenere ancora l’alta intensità delle competizioni senza l’aiuto costante dei farmaci.
Nessuna scelta affrettata sul ritiro
Alla domanda su un possibile stop definitivo, Brignone preferisce non esporsi. Prima le visite, poi le valutazioni. Le medaglie conquistate non influenzano la riflessione personale, che sarà legata esclusivamente alle condizioni della gamba.
L’approccio è pragmatico: nessuna decisione presa sull’onda dell’emotività, ma una scelta ponderata dopo il confronto con lo staff medico.
“Voglio vivere la mia vita”
Nel corso delle dichiarazioni emerge anche un altro aspetto, quello legato alla pressione mediatica e alla sfera privata:
“Paura dell’assalto della mia vita privata? Sì, voglio vivere la mia vita normale, con i miei amici a casa, fare tutte le cose che mi piacciono, voglio vivere la mia vita, a me di passare sotto i riflettori frega meno di niente, sinceramente più vado avanti e meno mi frega”.
Un messaggio chiaro: la centralità resta la persona prima dell’atleta. Dopo l’Olimpiade di casa, Brignone vuole concedersi tempo, ascoltare il proprio corpo e proteggere i propri spazi.
Il bilancio tecnico dei Giochi è straordinario. Quello personale, invece, è ancora tutto da scrivere.









