F1, GP Giappone 2017: Hamilton ha tutto nelle mani ma Vettel non deve gettare la spugna

di - 8 ottobre 2017
Lewis Hamilton e Sebastian Vettel - Foto Sportface

Rabbia, delusione e frustrazione: “Mondiale Formula 1 compromesso? Sì, non ci vuole un genio in matematica per capirlo“. Sebastian Vettel abbassa la testa e pensa ai tanti momenti sfortunati accaduti nelle ultime tre gare: dalla partenza orribile in Singapore, conclusasi con l’incidente con Max Verstappen e Kimi Raikkonen, al problema elettronico avuto in qualifica in Malesia, con tanto di partenza dal fondo griglia, fino al problema alla candela al via del Gran Premio del Giappone.

UN ALTRO RITIRO – Quella di Suzuka potrebbe esser la “mazzata definitiva” sui sogni di vittoria del tedesco quattro volte campione del mondo perché, in tutte queste gare sfortunate, il suo rivale Lewis Hamilton è passato dall’avere un minimo gap fino ai 59 punti attuali di vantaggio. Due ritiri ed un quarto piazzamento a fronte di due vittorie ed un secondo posto: dati che non lasciano spazio ad interpretazioni. Si può parlare di sfortuna o di poca prudenza ma poco cambia perché con il risultato della tappa giapponese ora le sorti del Mondiale non sono più nelle mani di Vettel.

TUTTO NELLE MANI DI LEWIS – Seppur il vantaggio ammontasse a 34 punti al termine della Malesia, con 5 gare a disposizione Vettel poteva vincere matematicamente il suo quinto titolo iridato chiudendo in prima posizione tutti i GP con un totale di 125 punti nella mano. Ora, con quattro gare al termine, l’arco dei punti conquistabili si è ridotto a 100 (ipotizzando quattro vittorie negli Stati Uniti, Messico, Brasile e Abu Dhabi) ma anche in caso di quattro successi, Seb dovrebbe pur sempre tener conto del risultato di Lewis. 

LE SPERANZE – Per tanti il Mondiale potrebbe già esser compromesso, per molti lo è dal disastro di Singapore ma per alcuni rimane una porticina aperta. Hamilton negli Stati Uniti avrà il primo match point che sarà conquistabile solo in caso di un ulteriore gap addizionale da 16 punti. Con gli ultimi problemi della Ferrari non sarebbe poi così utopico pensare di vedere Seb distaccarsi ancor di più anche ad Austin ma il rush finale si giocherà soprattutto sulle eventuali penalità delle power unit. Tutte le macchine sono al limite e sia Lewis che Seb dovranno tener conto di una possibile penalizzazione in caso di aggiornamento del motore.

Una settimana di pausa per riflettere sul futuro e su questo finale di stagione. Il back-to-back Stati Uniti-Messico, per conformazione della pista, dovrebbe favorire le potenzialità della Mercedes complicando ancor di più l’impresa della scuderia di Maranello. La spugna non si getta finché la matematica non darà il verdetto definitivo.

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