Niente scorciatoie per Platini. La presidenza Fifa è un miraggio

Michel Platini - CC BY-SA 3.0

di Francesco Milano

Per Michel Platini è un miraggio la sfida per la poltrona presidenziale della Fifa, in palio nelle elezioni del 26 febbraio 2016: niente scorciatoie con il Tribunale arbitrale dello sport (Tas), Le Roi dovrà per forza affrontare un altro grado di giudizio. Il presidente uscente dell’Uefa sperava in cuor suo di approdare direttamente alla Corte di arbitrato per lo sport, e di farlo nel più breve tempo possibile, in modo da ribaltare la sentenza del Comitato etico. Ma non sarà così. La Fifa, infatti, ha comunicato di avere inviato una lettera ai legali di Platini, confermando il percorso che sarà tenuto a seguire il loro assistito. Niente Tas, finché non sarà stato giudicato dalla Commissione d’appello della Fifa stessa. Secondo il regolamento interno dell’organismo che gestisce il calcio nel mondo, la lista dei candidati alla presidenza – carica alla quale il francese ambiva prima di incorrere nella pesantissima (anche sotto il profilo dell’immagine) sanzione, partendo con i favori del pronostico – deve essere completata un mese prima dell’elezione. E con i tempi dell’appello ancora non definiti, ma previsti lunghi, a questo punto sembra davvero impossibile immaginare che Platini possa essere aggiunto ai candidati già ammessi.

Ieri per l’ex fantasista della Juventus è scattata la squalifica di otto anni per i 2 milioni di franchi svizzeri ricevuti Sepp Blatter quattro anni addietro. Il presidente dimissionario della Fifa ha ricevuto la stessa, identica squalifica. L’appello di Blatter si concentrerà sulla mancanza di prove concrete, in relazione alle accuse di corruzione o concussione che gli sono state contestate. «Blatter è desideroso di presentare i propri argomenti di difesa nell’appello che presenterà contro la sentenza del Comitato etico, spiegando come l’evidenza dimostri chiaramente che il rapporto con il signor Platini è stato a tutti gli effetti frutto del caso», ha affermato Blatter. Il ministro dello sport francese, Patrick Kanner, ha intanto espresso il proprio sostegno a Michel Platini, rammaricandosi per gli otto anni di squalifica. «Mi dispiace, perché non sono certo che la vicenda sia stata valutata correttamente», ha detto, a Europe-1 radio. «Siamo rimasti molto sorpresi dall’entità delle squalifiche inflitte a Blatter e Platini. Anche se poi, sentendo le dichiarazioni, soprattutto di Platini, sembrava quasi scontato. Da uomo delle istituzioni, io devo prendere atto delle sentenze», ha aggiunto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, interpellato sulla vicenda che tiene banco in questo ultimo scorcio di 2015 davvero nefasto per gli organi dirigenziali del calcio mondiale.