Napoli-Juventus, la chiave tattica della partita

Napoli 2017-2018 L'esultanza del Napoli - Foto Antonio Fraioli

C’è chi lo nega e chi prova a spostare l’attenzione su altro, ma mai come questa volta Napoli-Juventus arriva nel momento giusto: stasera è l’ora e mezza della verità, lo scontro che davvero può decidere le sorti di un intero campionato. E senza cadere in banalità e frasi fatte, una partita del genere può essere vinta solo se si riesce a intuire la chiave tattica, da una parte o dall’altra: probabilmente avrà la meglio chi riuscirà per prima a capire quali siano i punti deboli dell’avversario e cosa vada fatto per metterli a nudo.

I PUNTI DEBOLI – Quelli del Napoli primo in classifica e con un trio d’attacco fenomenale sono emersi nell’ultimo mese: la rosa poco profonda (o meglio, con ricambi di buon livello ma non ancora ben inserito nell’oliato meccanismo creato da Maurizio Sarri), un gioco brillante ma monocorde, che difficilmente prevede cambi di rotta in base all’andamento del match, l’apatia di Hamsik negli ultimi mesi e soprattutto l’assenza pesante di Ghoulam, che con Insigne formava un binario mancino da paura. La Juventus, invece, si sta dimostrando friabile in difesa, dove ha perso alcune certezze e preso troppi gol per chi ambisce al settimo scudetto di fila. Ecco, c’è un’altra possibile spiegazione dell’avvio buono ma non buonissimo dei bianconeri di Massimiliano Allegri: manca la fame, la cattiveria nel vincere le partite dovendo tornare a sporcarsi le mani come nell’era Conte, quando la magnifica storia di questi sei anni non era ancora stata scritta.

LA CHIAVE TATTICA – La chiave tattica della partita, però, non riguarda gli attacchi stellari di partenopei e bianconeri, e nemmeno le difese: tutto stasera potrebbe giocarsi a centrocampo. Gli azzurri muovono palla a gran velocità con fraseggi rapidi e corti, in un gioco a memoria apprezzato da molti. Se la Juve dovesse scendere in campo con due soli mediani, potrebbe andare in difficoltà nel cuore del campo e non riuscire a fermare gli scambi orchestrati da Jorginho: sarebbe più indicato un centrocampo a tre, con l’inserimento di Matuidi, specie nel caso in cui Higuain, il grande ex di turno, non venisse rischiato come titolare. In tal caso si potrebbe tentare la carta del 4-3-3, ma la coperta è corta: l’allenatore bianconero sta pensando di schierare la difesa a tre per garantirsi una marcatura più lineare dei tre attaccanti napoletani. Gran parte del match potrebbe risolversi lì, nella sfida allo specchio a centrocampo: chi trova per prima il giusto equilibrio può vincere questo big match già decisivo, in un senso o nell’altro.