Omicidio Raciti, uno dei due colpevoli in semilibertà. La vedova “Sono amareggiata”

di - 14 gennaio 2018

Quasi undici anni fa l’ispettore di Polizia Filippo Raciti perdeva la vita poco fuori lo Stadio Massimino a causa di violenti scontri duranti il derby Catania-Palermo. Il 13 gennaio 2018 uno dei due responsabili dell’omicidio, Daniele Micale, ha ottenuto il regime di semilibertà da parte del Tribunale di sorveglianza di Catania.

Micale aveva ricevuto una condanna a 11 anni per l’omicidio preterintenzionale dell’ispettore Raciti. L’altro colpevole, Antonino Speziale, ha ricevuto una pena di 8 anni che ora sta scontando al Pagliarelli di Palermo. Nell’ordinanza si legge che costui “ha scontato oltre la metà della pena, fruisce di permessi premio e da alcuni mesi è ammesso al lavoro esterno e ha svolto anche volontariato” e che “le neutre informazioni di Ps fanno ritenere che non ci siano collegamenti con la criminalità organizzata” . Micale ora esce dal carcere la mattina per lavorare in un supermercato e la sera rientra in cella.

La reazione di Marisa Raciti, vedova del poliziotto morto il 2 febbraio 2007, è di grande amarezza: “Mi sento sconfitta, anche se è la legge. Come farò a dire a mio figlio che può incontrare per strada uno dei condannati per la morte di suo padre, che è in permesso? Capirà che è la legge? Chi è condannato deve scontare tutta la pena. Accetto la legge pur sentendo un grande peso ed una forte amarezza. E dalla città di Catania non percepisco ancora quella risposta di civiltà e di legalità tanto auspicata”.
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