Il calcio ha una memoria di ferro, ma si diverte a mescolare le carte. Questo Mondiale delle prime volte sta regalando verdetti scritti col brivido, incroci storici e ribaltoni clamorosi.
L’Inghilterra passa, due squadre africane si spengono sul più bello e gli Stati Uniti continuano la loro marcia, mentre all’orizzonte si profila già un ottavo di finale da brividi sull’asse iberico.
L’Inghilterra ruggisce sotto i cieli grigi. Kane scaccia i fantasmi del ’66
Chi mastica la storia dei Three Lions sa che i paragoni con il 1966 sono un esercizio pericoloso, ma inevitabile. Quell’anno, sotto un sole piacevole a Londra, l’esordio dell’Inghilterra di Alf Ramsey fu piatto, uno scialbo 0-0 contro l’Uruguay che caricò la squadra di una pressione asfissiante. Fu l’asso Bobby Charlton a spazzare via le nubi contro il Messico, una cavalcata palla al piede partendo dalla propria metà campo, il dribbling secco su Gustavo Peña e una fucilata da oltre venti metri dritta sotto l’incrocio per il 2-0 finale.
Oggi, con cieli decisamente più grigi ma una prestazione altrettanto brillante, l’Inghilterra ha trovato il suo leader moderno in Harry Kane. Sotto la spinta di un Congo coraggioso, i leoni britannici hanno dovuto faticare, ma la doppietta del loro capitano ha firmato la rimonta per il 2-1 finale. Per Kane sono 5 gol nel torneo, la classifica marcatori è scalata e il fantasma del ’66 fa un po’ meno paura.
Il blackout dell’Africa. L’inesperienza condanna il Congo e il Senegal crolla nel finale
Se l’Inghilterra esulta, l’Africa piange i propri errori di gestione. La chiave di lettura delle sconfitte di Senegal e Congo sta tutta nella tenuta mentale.
Senegal-Belgio (2-3). Un harakiri clamoroso. I leoni della Teranga hanno accarezzato l’impresa, ma una gestione pessima del doppio vantaggio è costata carissimo. Subire due reti negli ultimi cinque minuti contro una corazzata come quella belga è un peccato originale che a questi livelli non viene perdonato.
Inghilterra-Congo (2-1). Qui a pagare è stata l’inesperienza. Il Congo ha sognato, ma alla distanza la straripante superiorità tecnica e la profondità della rosa inglese hanno ribaltato il tavolo.
Gli USA non tremano e guardano al Belgio, col dente avvelenato
Niente spazio per le sorprese, invece, per gli Stati Uniti, che regolano con un solido 2-0 la Bosnia. Proprio i bosniaci, che avevano vestito i panni dei killer dell’Italia, si sono dovuti arrendere al cinismo e all’organizzazione della nazionale a stelle e strisce sotto la guida dell’argentino Mauricio Pochettino.
Ora per gli USA si profila la sfida contro il Belgio. Un incrocio che profuma di rivincita, appena due mesi e mezzo prima del Mondiale, i belgi avevano travolto gli americani con un pesante 5-2, con firme italiane di McKennie e De Ketelaere in quel match.
Questa volta, però, la posta in palio è decisamente diversa.
Ottavi in vista, si prepara il festival iberico?
I prossimi scontri promettono scintille e, tabellone alla mano, rischiano di mordersi la coda. Spagna-Austria e Portogallo-Croazia sono i piatti forti del menù di oggi.
I pronostici e le statistiche sorridono a lusitani e furie rosse, che si ritroverebbero contro in un ottavo di finale da brividi, dopo la finale di Nations League di giugno 2025. Un precedente spettacolare, terminato 2-2 e vinto dal Portogallo ai rigori, marchiato a fuoco dai clamorosi ripiegamenti difensivi di Cristiano Ronaldo sul giovane Lamine Yamal.
Potrebbe essere la rivincita di Lamine Yamal, il nuovo che avanza, contro Cristiano Ronaldo, una leggenda che non ha alcuna intenzione di “avviarsi veso il tramonto”.
Il Mondiale delle prime volte sta per entrare nella sua fase più calda e nessuno ha intenzione di fermarsi











