Dopo Chorzow 2023, Roma 2024, Madrid 2025 e Birmingham 2026, gli azzurri si confermano al vertice continentale. Accanto ai big cresce una nuova generazione guidata da Sioli, Fiorini, Saraceni, fratelli Inzoli e Soudassi.
Quattro stagioni consecutive ai vertici dell’atletica europea. L’Italia conferma la propria continuità di rendimento dopo i risultati ottenuti tra Chorzow 2023, Roma 2024, Madrid 2025 e Birmingham 2026, consolidando il ruolo di Nazionale di riferimento nel panorama continentale.
Una crescita costruita sulle certezze rappresentate da atleti come Gianmarco Tamberi, Nadia Battocletti, Massimo Stano, Larissa Iapichino, Andy Diaz e Leonardo Fabbri, in attesa anche del rientro degli infortunati Marcell Jacobs e Mattia Furlani. Alle spalle dei nomi già affermati, però, continua a emergere una nuova generazione che permette di guardare con fiducia verso i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
Sioli, il nuovo nome del salto in alto azzurro
Tra i protagonisti della nuova ondata c’è Matteo Sioli. Il ventenne milanese ha già dimostrato di poter competere ai massimi livelli internazionali, imponendosi in due tappe di Diamond League e conquistando poi il bronzo europeo a Birmingham.
Un risultato arrivato al termine di una finale nella quale Sioli era ancora in corsa per qualcosa di più importante prima di essere fermato da un problema fisico. Nel salto in alto italiano rappresenta così uno dei profili più interessanti in prospettiva, anche pensando al futuro dopo l’era Tamberi.
Fiorini da record nella marcia, Saraceni torna protagonista
Nella marcia ha impressionato Sofia Fiorini. La toscana classe 2004 si è laureata campionessa europea nella 42,195 km, chiudendo la prova con la migliore prestazione mondiale dell’anno.
Segnali importanti sono arrivati anche da Erika Saraceni. La classe 2006, reduce da un lungo periodo condizionato dagli infortuni, è tornata su livelli di eccellenza nel salto triplo e nelle qualificazioni di Birmingham ha raggiunto 14.50 metri.
I fratelli Inzoli spingono il salto in lungo
Il futuro azzurro promette molto anche nel salto in lungo. Francesco Inzoli ha concluso gli Europei di Birmingham al sesto posto, migliorando il proprio personale fino a 8.27 metri.
Alle sue spalle cresce anche il fratello Daniele Inzoli, già campione del mondo juniores e capace di raggiungere 8.15 metri. Due profili che aumentano ulteriormente la profondità del settore dei salti italiani.
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Succo e Doualla, la velocità guarda avanti
Nel settore della velocità le prospettive passano anche attraverso Alessia Succo e Kelly Doualla. Los Angeles 2028 potrebbe rappresentare un appuntamento ancora molto precoce per entrambe, ma Doualla può già diventare una risorsa importante nelle staffette, dalla 4×100 femminile alla formazione mista.
La crescita delle giovani velociste amplia quindi ulteriormente le possibilità di scelta di una Nazionale che negli ultimi anni ha fatto delle staffette uno dei propri punti di forza.
Soudassi, dai 45.10 di Molfetta al trionfo della 4×400
Tra le rivelazioni più evidenti della stagione c’è infine Mohamed Soudassi. Il diciannovenne velocista siciliano si è fatto notare a luglio correndo i 400 metri in 45.10 a Molfetta, prima di diventare una pedina fondamentale della staffetta azzurra.
Agli Europei di Birmingham ha quindi completato la propria consacrazione contribuendo al trionfo della 4×400 italiana, in una stagione che lo ha proiettato definitivamente tra i nomi da seguire nel percorso verso Los Angeles.
Italia, un presente vincente e un vivaio sempre più profondo
Il dato più significativo non è soltanto la presenza di campioni ormai affermati, ma la capacità dell’Italia di aggiungere continuamente nuovi nomi competitivi a livello internazionale.
Dopo quattro stagioni consecutive ai vertici europei, il prossimo obiettivo sarà trasformare questa profondità in continuità anche nel biennio che porterà ai Giochi di Los Angeles 2028.










