I verdetti del campo disegnano gli ottavi di finale tra record generazionali e incredibili déjà-vu.
La Norvegia piega la Costa d’Avorio 2-1 con un gol fortunoso di Haaland e ritrova il Brasile. La Francia ne fa tre alla Svezia con un Mbappé straripante e il Messico spezza la favola Ecuador
Il miracolo di Marsiglia ventotto anni dopo
Il primo verdetto da copertina è il capolavoro della Norvegia, che supera 2-1 la Costa d’Avorio al termine di un match vietato ai deboli di cuore. La sblocca il ritorno al gol di Musa, ma a cinque minuti dalla fine sale in cattedra la scenografia del destino.
Ci pensa Erling Haaland a firmare la rete della qualificazione con una prima volta decisamente insolita, uno stop imperfetto che, per uno di quei magici ed erronei rimpalli che solo i grandissimi bomber sanno calamitare, si trasforma nella traiettoria beffarda del definitivo 2-1.
Per il norvegese è il quinto centro in questo Mondiale, per la Norvegia intera è il pass per un incrocio da brividi contro il Brasile. Un accoppiamento che evoca immediatamente i fantasmi di una delle più grandi imprese della storia del calcio.
Il 23 giugno 1998, a Marsiglia, la Norvegia ribaltò clamorosamente il Brasile di Ronaldo il Fenomeno con le reti di Flo e il rigore di Rekdal. A distanza di ventotto anni, la storia si ripete, per gli scandinavi l’ostacolo ha di nuovo i colori verdeoro.
Mbappé cannibalizza la storia, agganciato Messi
Dall’altra parte del tabellone, la Francia fa paura e risponde a distanza ai rivali planetari. I Bleus travolgono la Svezia con un perentorio 3-0, trascinati da un Kylian Mbappé semplicemente dominante. Il fuoriclasse francese firma la sua terza doppietta in questa edizione, salendo a quota 6 gol nel torneo e agganciando momentaneamente Lionel Messi in cima alla classifica marcatori di questa Coppa del Mondo.
Non solo, il cannibalismo statistico del numero 10 francese riscrive la storia All-Time. Con le due reti di oggi, Mbappé si porta a ben 18 gol complessivi nella storia della competizione, mettendo nel mirino proprio la Pulce argentina, leader assoluto a quota 19. Un inseguimento fantascientifico che proietta i francesi verso l’ottavo contro il Paraguay. Anche in questo caso, è un déjà-vu totale con quel magico 1998, allora, sul prato di Lens, i transalpini sbatterono contro il muro di Chilavert, prima che il difensore Laurent Blanc siglasse al minuto 113 il primo storico Golden Goal dei Mondiali.
Il Messico cinico, fine del sogno Ecuador
A completare una giornata di verdetti intensissimi ci ha pensato il Messico, capace di spezzare l’incantesimo più bello della competizione. La Tricolor batte l’Ecuador e interrompe bruscamente la splendida corsa della squadra guidata da Sebastián Beccacece.
Una favola, quella degli ecuadoriani, che aveva fatto innamorare gli appassionati per intensità e proposta di gioco, ma che si è infranta contro il pragmatismo e l’esperienza del Messico, abile a capitalizzare i momenti chiave del match e a strappare un pass pesantissimo per la fase finale.
Intrecci generazionali, record riscritti, gol rocamboleschi e sogni che si interrompono sul più bello.
Il Mondiale entra nel vivo e lo fa nel modo più affascinante possibile, sfidando i ricorsi storici.











