Copa America, Messi: “La squadra è ferita ma sarebbe pazzesco non passare il turno”

Leo Messi - Foto Nazionale Calcio CC BY 2.0

La maledizione di Lionel Messi con l’Argentina continua. La Pulce ha regalato il pari, grazie al gol dell’1-1, all’Albiceleste contro il Paraguay, trovando così il primo punto in Copa America dopo la sconfitta all’esordio con la Colombia. Nell’ultima partita del girone la squadra di Scaloni affronta il Qatar ma anche con la vittoria potrebbe essere eliminata. Il Paraguay ha due punti, la Colombia sei, mentre l’Argentina è ferma a uno, in caso di vittoria dei paraguaiani l’Argentina andrebbe a casa e Messi non sembra pronto a subire un’altra cocente delusione con la maglia della sua nazionale.

L’attaccante del Barcellona ha parlato nel post-partita: “La squadra è ferita, ma siamo convinti di poter vincere contro il Qatar. Sarebbe pazzesco non passare il turno. Lo faremo, stiamo attraversando un momento difficile, ma siamo mentalmente concentrati sulla prossima vittoria”. Messi ha analizzato il match col Paraguay: “Stavamo bene fino al gol preso che è venuto fuori dal nulla. Andare sotto ci ha rovinato… Nella ripresa non ci è rimasto altro che attaccare. Lo abbiamo fatto e siamo riusciti a pareggiare. Sapevamo che sarebbe stato difficile trovare subito la squadra e i risultati, ma non c’è tempo per farlo. Non è facile giocare in Copa América”. L’attaccante argentino pensa che sia ancora possibile salvare la barca: “Dobbiamo avere fiducia, migliorare e arrivare al meglio per la prossima partita. Dipendiamo da noi stessi, dobbiamo vincere”. Durante il match Messi ha avuto un dialogo con mister Scaloni che ai più ha fatto pensare che la Pulce, proprio come già successo con Sampaoli, stesse dando indicazioni di formazione al tecnico, queste le sue parole in merito: “L’ho fatto per il bene del gruppo e per continuare a crescere. Tutto è fatto per migliorare in vista del futuro”. 

 

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A 6 anni i primi calci a un pallone, a 12 le prime pedalate in sella a una Bianchi e non ci è voluto molto a capire che quelli erano i miei due mondi e che avrei dovuto raccontarli, scrivendo i gol dei campioni e le imprese degli eroi su due ruote. A 20 anni mi ritrovo a studiare presso la facoltà di Scienze della Comunicazione a Bologna