Ci sono ferite che il tempo non rimargina, ma che la storia, prima o poi, offre l’opportunità di vendicare.
Per l’Algeria, la prossima sfida contro l’Austria non è una partita come le altre. Non può esserlo. A distanza di 44 anni, le Volpi del Deserto si trovano di fronte la nazionale che, insieme alla Germania Ovest, firmò una delle pagine più controverse della storia del calcio mondiale, il celeberrimo “Patto di non belligeranza di Gijón”.
Per capire il peso specifico di questo match, bisogna riavvolgere il nastro fino al Campionato mondiale di calcio del 1982 in Spagna.
Il miracolo di Madjer e la beffa storica
L’Algeria si presentava da debuttante assoluta a quel Mondiale, ma l’impatto fu devastante. Guidata dal talento cristallino di Rabah Madjer, il tacco di Allah, Lakhdar Belloumi, Mustapha Dahleb e Salah Assad, l’équipe d’Algérie firmò una delle più grandi imprese della storia del torneo, sconfiggendo per 2-1 la corazzata Germania Ovest di Karl Heinze Rummenigge, sconfitti in finale dall’Italia di Bearzot e Paolo Rossi. Nonostante il successivo KO contro l’Austria (0-2), la vittoria per 3-2 sul Cile proiettò gli algerini a un passo dalla qualificazione.
Il destino del girone rimase però appeso all’ultimo match tra Germania Ovest e Austria. La matematica parlava chiaro: l’unico risultato utile per qualificare entrambe le europee ed eliminare l’Algeria era l’1-0 a favore dei tedeschi.
E puntualmente, il dramma sportivo si consumò, la Germania Ovest all’11° minuto con Horst Hrubesch porta in vantaggio la Germania Ovest. Dal 12° al 90° minuto, il nulla. Le due squadre smettono di giocare, limitandosi a una melina esasperante a metà campo sotto i fischi del pubblico spagnolo.
Quella che la stampa ribattezzò la “Vergogna di Gijón” portò a una decisione storica da parte della FIFA, che da quel momento impose la contemporaneità per le ultime sfide dei gironi. Ma il danno era fatto. L’Algeria divenne, e rimane tutt’oggi, l’unica Nazionale nella storia ad essere eliminata alla fase a gironi di un Mondiale nonostante due vittorie su tre partite, a proposito di prime volte
Un conto aperto lungo mezzo secolo
Il calcio dà sempre una seconda possibilità, anche se devi aspettare quarant’anni. Oggi, quella ferita aperta nel 1882 torna a sanguinare, ma con una sfumatura diversa, quella della rivalsa. Ovviamente i protagonisti in campo non erano ancora nati quando andò in scena quella farsa, ma l’eredità culturale e sportiva di quel torto è tramandata di generazione in generazione nel paese nordafricano.
L’Austria si troverà di fronte una squadra che non giocherà solo per i tre punti, ma per l’onore di un intero popolo che non ha mai dimenticato l’ingiustizia di Gijón.
Le Volpi del Deserto hanno l’occasione d’oro per chiudere quel cerchio rimasto aperto in Spagna, dimostrando che la storia, a volte, sa essere clamorosamente romantica. E tremendamente vendicativa.









