Tennis, Masters 1000 Montecarlo: Andy Murray primo semifinalista, asfaltato Milos Raonic

Andy Murray - Foto Ray Giubilo

È Andy Murray il primo semifinalista dell’edizione 2016 del Monte Carlo Rolex Masters: nel primo quarto di finale in programma sul Court Rainier III, a partire dalle ore 11, lo scozzese si è imposto agevolmente, col netto punteggio di 6-2 6-0, sul canadese Milos Raonic, in un’ora e sei minuti di gioco.

Entrambi non giungevano al top della loro condizione a quest’appuntamento: Murray ha infatti rimontato ieri, nel match di ottavi di finale, uno svantaggio di un set e di un doppio break nel secondo parziale, prima di imporsi 7-5 al terzo contro il francese Benoit Paire, che ha pure sprecato l’occasione di servire per l’incontro. Quasi la stessa sorte è toccata al venticinquenne nativo di Podgorica, reduce da due incontri vinti al tie-break del parziale decisivo: ieri, in preda a un leggero fastidio al ginocchio, solo dopo due ore e mezza di gioco ha avuto ragione del generosissimo qualificato bosniaco Damir Dzumhur. La testa di serie numero 2 si è resa protagonista di un inizio di stagione non certamente esaltante nel circuito Masters 1000, con le eliminazioni al terzo turno di Indian Wells e Miami; lo stesso non si può dire di Milos Raonic, vincitore a Brisbane, semifinalista a Melbourne e in grado di raggiungere la finale in California e i quarti in Florida. Lo scozzese conduce 4-3 nei precedenti e si è inoltre aggiudicato gli ultimi tre, il più recente dei quali in occasione della semifinale degli scorsi Australian Open, quando è riuscito a spuntarla al quinto set.

Nulla da segnalare fino al quarto game del primo set, momento di svolta del parziale: un gratuito di rovescio in corridoio del canadese consente infatti a Murray di ottenere a 15 il primo break dell’incontro e di salire 3-1. Più centrato lo scozzese rispetto al match di ieri, in cui aveva perso il servizio per ben cinque volte nell’arco di tutta la gara: notevole l’84% di realizzazione con la prima palla. “The Missile” non riesce dal canto suo a fare la differenza col suo fondamentale migliore, il servizio, e cede nuovamente il proprio turno di battuta nell’ottavo gioco: consegna dunque all’avversario, sull’ennesima accelerazione di rovescio che non riesce a contenere, il primo set, col punteggio di 6-2, in soli 36 minuti.

La musica non cambia nel secondo parziale: il numero 2 del mondo, dopo aver tenuto senza difficoltà il primo turno di servizio, piazza ai vantaggi il terzo break del suo incontro nel game successivo, approfittando di una volée di diritto dell’avversario lunga di qualche metro. È buio pesto per il tennista di origini montenegrine che, sotto 0-3, dopo aver salvato due nuove chance di break nel quarto gioco, si arrende nuovamente ai vantaggi, cedendo per la terza volta consecutiva il servizio ad un implacabile Murray, oggi ai limiti della perfezione. Il britannico si aggiudica così anche il secondo set, grazie ad una potente risposta di rovescio, addirittura per 6-0, in poco più di un’ora.

Andy Murray guadagna terreno nei confronti del numero 1 al mondo Novak Djokovic, eliminato all’esordio, ma perderebbe la seconda piazza nel ranking ATP qualora la sua corsa dovesse arrestarsi in semifinale e Roger Federer, oggi impegnato contro il francese Jo-Wilfried Tsonga, dovesse raggiungere la sua quinta finale in carriera nel torneo del Principato. Il ventottenne nativo di Glasgow, qui assente lo scorso anno, conquista la sua ventottesima semifinale in carriera nel circuito Masters 1000 (la terza a Monte Carlo) e aspetta adesso il vincente della sfida tra Rafael Nadal e Stan Wawrinka, che stanno per scendere in campo proprio sul Court Central. Milos Raonic centra i quarti di finale per la terza stagione consecutiva, difendendo dunque i 180 punti ottenuti lo scorso anno: salirebbe all’undicesima posizione mondiale dal prossimo lunedì nel caso in cui Gael Monfils non dovesse vincere il torneo.

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Classe 1992, nasco ad Avola ma sono originario di Pachino (Siracusa). Laureato in Lettere e studente di Italianistica a Pisa. Tifoso dell'Inter, ascolto sempre gli Eagles e adoro il tennis in tutte le sue sfumature. Un solo problema: credo ancora in Ernests Gulbis