Sonego, nel segno della Coppa Davis: ripartire dalle vittorie di Malaga per risalire la china nel 2023

Lorenzo Sonego, Coppa Davis Lorenzo Sonego, Coppa Davis - Foto Sposito/FIT

Dalle difficoltà alla gioia, dall’incubo al sogno, da Bratislava a Malaga. L’esperienza in Coppa Davis è una metafora piuttosto accurata per spiegare al meglio il 2022 di Lorenzo Sonego, che per la prima volta dopo una serie di annate in crescendo ha fatto un passo indietro. Il best ranking di numero 21 raggiunto nel 2021 è piuttosto lontano, ma Sonego è stato bravissimo a reagire e ad invertire il trend proprio nel finale di una stagione partita male e proseguita ancora peggio.

Poche vittorie, battute d’arresto sempre più frequenti – e contro avversari di secondo piano – e l’amarezza di non riuscire a ritrovare quella fiducia che l’aveva portato alle porte della Top 20. La prima parte di stagione è in netta salita per Sonego, le cui difficoltà psicologiche emergono più che mai a Bratislava, in occasione del playoff di Coppa Davis tra Italia e Slovacchia. Il tennista piemontese perde in due set da Horansky, numero 203 del mondo, e rischia di compromettere il cammino degli azzurri, al punto che capitan Volandri è quasi costretto a schierare Musetti nel match che assegna il punto decisivo (per fortuna con successo).

Sonego continua a faticare, non riuscendo a ritrovare il suo gioco né la fiducia. Per fortuna può ancora contare su una classifica favorevole che lo aiuta in termini di tabelloni e lui è bravo ad approfittarne, raggiungendo il terzo turno sia al Roland Garros che a Wimbledon. Le quattro sconfitte consecutive tra Bastad e Cincinnati sono però un duro colpo, che Sonego non può far altro che incassare in attesa di tornare all’attacco. Scivolato addirittura al numero 65 del mondo, la rinascita di Lorenzo avviene a Metz, dove conquista il titolo senza cedere neppure un set. Tra gli avversari battuti spiccano un Top 10 come Hurkacz e due talenti come Korda e Bublik. Nelle settimane seguenti, però, il copione torna ad essere lo stesso e le sconfitte fioccano da tutte le parti. Più di qualcuno, perciò, storce il naso quando viene convocato per le fasi finali di Coppa Davis in seguito agli infortuni di Sinner e Berrettini.

A Malaga, però, Lorenzo vive una delle sue migliori settimane di sempre e centra due risultati strepitosi. Schierato come secondo singolarista, batte sia Tiafoe che Shapovalov contro pronostico, ma soprattutto lo fa combattendo, mostrando quello spirito da guerriero che da sempre lo caratterizza. Sonego vendica dunque la sconfitta contro Horansky ma anche quella dell’anno precedente a Torino contro Gojo che tanto male aveva fatto. Purtroppo l’Italia non riesce ad arrivare in finale e, a dirla tutta, Sonego non ottiene neanche un punto Atp da queste vittorie. Per l’azzurro si tratta però un’enorme iniezione di fiducia dopo una stagione travagliata, e specialmente in vista del 2023.

Come giudicare dunque il suo 2022? Sicuramente non positivo visto l’evidente passo indietro e le difficoltà complessive incontrato nel corso dei vari mesi nel circuito, ma sufficiente sì. In termini di risultati si salvano l’exploit in Davis (che gli è valso anche un riconoscimento ai SuperTennis Awards), la vittoria a Metz e poco altro. Ciò che invece si salverà sempre è l’atteggiamento di Sonego, un bravo ragazzo e un modello da seguire, molto corretto in campo e sempre sorridente. La speranza è che nel 2023 riesca ad attingere al suo miglior tennis per togliersi delle soddisfazioni, magari anche in doppio con l’amico Vavassori. Sonego ha infatti tutte le carte in regola per ambire a migliorare il suo ranking di numero 45 e con quel clic mentale che quest’anno è mancato potrà giocarsi assolutamente le sue carte.

Dodici mesi fa subiva contro Gojo una sconfitta che per certi versi oscurava quanto di buono fatto in stagione e che in parte ha condizionato il suo 2022. Adesso la situazione si è capovolta, con Lorenzo che batte due Top 20 come Shapovalov e Tiafoe e cancella le difficoltà di un’annata complicata, tuffandosi nel 2023 con ottimismo e fiducia. D’altronde per cambiare una stagione basta… “un solo secondo.