Atp 2018: dai big alle sorprese, cosa aspettarsi dalla nuova stagione

Roger Federer - Atp Finals 2017 - Foto Adelchi Fioriti

Per un vero appassionato di tennis, l’avvicinarsi delle feste coincide con la fine dell’attesa, dunque con l’inizio di una nuova, lunga ed emozionante stagione tennistica. Il 2017 del circuito Atp si era chiuso con un sorridente Grigor Dimitrov, che stringeva tra le sue braccia il trofeo delle Atp Finals, mentre Nadal e Federer chiudevano per la prima volta nelle prime due posizioni dal lontanissimo 2010, con Murray e Djokovic fermi ai box dopo i loro anni di dominio. Nel nostro articolo parleremo un po’ della situazione attuale del tennis maschile e di cosa è lecito dunque aspettarsi dall’imminente 2018, dalle possibili conferme e sorprese, con un occhio di riguardo a tutti i big, ma anche alle nuove leve.

Nella nostra rassegna non possiamo non partire dal numero 1 del mondo, Rafael Nadal, che dopo un anno da sogno, in cui è tornato ad esprimersi su livelli altissimi, si trova ora di fronte ad una situazione delicata. Lo spagnolo aveva chiuso il suo 2017 qualche partita prima del previsto, ritirandosi nel girone delle Atp Finals per via di un fastidio al ginocchio che tanti problemi gli aveva già causato in carriera. Non sappiamo se il periodo di riposo sia bastato a Nadal per smaltire definitivamente il suo problema, ma il recente forfait dal famoso torneo di esibizione di Abu Dhabi e la cancellazione degli allenamenti con Joao Sousa, lasciano intendere come il maiorchino non si senta ancora al meglio, come da lui stesso dichiarato pochi giorni fa. Nadal che si è detto comunque pronto a prestare molta attenzione al calendario, per evitare di avere ulteriori problemi dopo una stagione bellissima, ma certamente lunga e faticosa per un tennista che viaggia oramai verso il 32esimo compleanno.

Fare previsioni è dunque sempre azzardato quando ci sono di mezzo fattori come il ginocchio per Rafael Nadal. E’ certamente probabile però, che il numero uno del mondo, possa partire leggermente indietro nella preparazione per le prime settimane, cercando di trovare comunque una buona condizione in vista del primo appuntamento importante, gli Australian Open. Nel momento in cui i problemi dovessero essere completamente accantonati, è pensabile dunque che ci sia un netto miglioramento nelle prestazioni di Nadal. Se il ginocchio non lo tradirà, dovremmo dunque trovarlo nuovamente competitivo soprattutto per la terra rossa, dove potrebbe ancora togliersi diverse soddisfazioni, avversari permettendo. Recuperata la condizione, ovviamente, sarà ancora più importante la gestione delle energie, per cercare di arrivare su un buon livello anche nella seconda metà del 2018, ma manca ancora tantissimo ed è dunque impossibile sapere come andranno le cose. Quel che è certo, è che se Nadal mostrerà la stessa condizione mentale del 2017, sarà ancora una volta da tenere in considerazione nei tornei più importanti.

Il discorso fatto per Nadal, vale anche per Roger Federer in parte, nonostante i due siano in situazioni differenti. Fisicamente l’elvetico aveva chiuso la stagione senza grossi problemi e sembra dunque che possa arrivare ai nastri di partenza in buone condizioni, cosa che potrebbe renderlo subito pericolosissimo per i primi mesi della stagione: Federer è tra l’altro vicino alla vetta della classifica mondiale, solo 1040 punti ci sono tra lui e Nadal, per un traguardo che, se raggiunto, si aggiungerebbe alla lunga lista di motivi per cui il fenomeno di Balisea merita un posto nei libri di storia tennistica. Nell’anno del suo 37esimo compleanno si regalerebbe un’altra immensa gioia, ma ovviamente bisognerà vedere come arriveranno anche i suoi diretti avversari all’inizio della nuova stagione. Per il resto, per lui ancor di più rispetto al suo storico rivale, sarà di vitale importanza la programmazione. Il campione dell’Australian Open e di Wimbledon potrebbe optare per un calendario molto simile a quello visto nel 2017, per cercare di preservare il proprio fisico in vista degli appuntamenti più importanti. Tutti i maggiori appassionati e tifosi, restano curiosi tuttavia, non solo riguardo ai possibili risultati di Federer, ma anche riguarda alla possibilità di tornare a calcare i campi in terra rossa, dopo un anno di completa inattività.

Sia per Federer che per Nadal però, si prospetta una stagione ben più complicata: ripetersi a livelli incredibili è sempre difficile, senza contare l’enormità di punti che entrambi dovranno difendere nella stagione, oltre alla crescita degli altri pretendenti e al tanto atteso ritorno di Novak Djokovic ed Andy Murray, insieme a Stan Wawrinka.

Prima di parlare di questi ultimi, tuttavia, merita molta attenzione l’affascinante situazione relativa a Grigor Dimitrov e Alexander Zverev, ad oggi i diretti inseguitori del duo Nadal-Federer nella classifica Atp. Nel 2018 entrambi sono chiamati ad una conferma a livelli così alti, cercando ovviamente di migliorare costantemente il proprio tennis. Dimitrov, se fisicamente sarà quello del 2017, avrà tutte le armi per essere molto competitivo anche quest’anno, sperando magari anche di poter raggiungere la sua prima finale in un Grand Slam, dopo due semifinali perse in carriera. Fondamentale sarà dunque, il suo approccio ai match e la sua consapevolezza: a volte Dimitrov ha fallito nelle riconferme, ma adesso arriva per lui il momento di tenere alta l’attenzione ed esprimersi al massimo ancora una volta, per regalarsi, magari, altri successi prestigiosi come quello di Cincinnati nel 2017. Il discorso è simile per Zverev, che però a 20 anni sembra avere margini di miglioramento nettamente più ampi rispetto a Dimitrov. Il teutonico ha già vinto due Masters 1000, ed è il più giovane a farlo dai tempi di Nadal: dall’alto della posizione numero 4 del mondo, diventa però ora necessario trovare finalmente un risultato degno del suo livello anche nei titoli del Grand Slam. Zverev ha già oggi tante armi a sua disposizione, ed ha dimostrato di poter essere competitivo su tutte le superfici, ma  aver raggiunto un solo ottavo di finale nei tornei più importanti è ancora un grande limite per lui. Se si confermasse anche nel 3 su 5, “Sascha” potrebbe avvicinarsi ancora di più alla vetta della classifica mondiale.

L’argomento che accende sicuramente più di tutti la curiosità degli appassionati in chiave 2017, comunque, rimane quello già citato dei ritorni, di Djokovic, Murray e Wawrinka.

Dei tre, a deludere di più nel 2017 è stato sicuramente il serbo, che non è stato però mai al 100% nella scorsa stagione, per via di un infortunio molto fastidioso al gomito, che da Wimbledon in poi ne ha compromesso la stagione. Non potendo giocare al meglio, Djokovic è sembrato anche appagato dal punto di vista mentale e molto più fragile da quel punto di vista. L’ex numero 1 del mondo ha confermato Andre Agassi sulla sua panchina per il 2018, e bisognerà ora capire se senza problemi di natura fisica il campione di Belgrado potrà tornare ad alti liveli. Avrà probabilmente bisogno di tempo Djokovic per trovare la forma migliore, ma se ritroverà la sua solidità mentale innanzitutto, il gioco e i risultati potranno arrivare.

Vale lo stesso indentico discorso per Murray e Wawrinka, che non potranno forse puntare ai vertici dai primi tornei, ma che ritrovando la forma migliore potrebbero ricomporre il fenomenale quintetto in testa alla classifica mondiale negli ultimi anni. Il britannico, dopo il problema all’anca tornerà in campo a Brisbane, mentre preoccupa ancora Wawrinka dopo il forfait nel torneo d’esibizione di Abu Dhabi. Un ritorno ad alti livelli dei tre, potrebbe sicuramente cambiare ancora una volta profondamente la Top-10, considerando anche eventuali sorprese.

Da questo punto di vista è assolutamente da tenere d’occhio Juan Martin Del Potro, che ha un tipo di tennis adatto a creare sempre problemi ai migliori. L’argentino, alla fine del 2017, aveva finalmente dato l’impressione di poter tornare a giocare con maggiore sicurezza il colpo bimane, diventando così molto più pericoloso rispetto al primo anno e mezzo dal suo rientro. Se il sudamericano continuerà su questa strada, non è da escludere un suo ritorno in pianta stabile nella Top-10, già sfiorata alla fine di questa stagione. Per Kyrgios, la questione è invece delicata quanto semplice. Il talentuosissimo “bad boy” australiano aveva ottenuto bei risultati anche nel 2017, mostrando più maturo e pronto sul campo: senza le problematiche fisiche del 2017 sarebbe dunque potuto entrare anche lui in Top-10, traguardo ora alla sua portata se sarà in grado di ripetersi senza intoppi come quelli della scorsa stagione.

Ultimo, ma non meno importante è il capitolo Next Gen. Visti i risultati, e la crescita esponenziale negli ultimi mesi, il più atteso tra i giovani è Denis Shapovalov, che con suo tennis potente diventa pericoloso soprattutto sui campi veloce, aspettando magari una sua crescita anche sui campi in terra rossa. Anche gli altri giovani avrà l’occasione per crescere ancora e farsi notare, ma per quanto visto sino ad oggi, il canadese sembra il primo candidato ad avvicinarsi, se non entrare, nella Top-20. E’ lecito aspettarsi però anche aspettarsi buoni risultati da altri, con David Goffin che lotterà per confermarsi tra i migliori del mondo ed altri giocatori come Marin Cilic, Kei Nishikori e Dominic Thiem che andranno sicuramente a giocarsi le posizioni nella Top-10, sfruttando magari anche eventuali cadute dei favoritissimi per andare lontano anche nei tornei prestigiosi.

E’ alle porte dunque, una stagione decisamente interessante, che ci regalerà ancora una volta innumerevoli emozioni e storie da raccontare, insieme a tanto divertimento nei prossimi mesi.

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Nato a Chieti il 07/01/1998, sono uno studente col sogno nel cassetto, da sempre, di diventare giornalista sportivo. Amante del calcio e della Vecchia Signora, sono diventato malato di tennis vedendo Rafa Nadal, grande fonte di ispirazione per le battaglie quotidiane