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Sci alpino, combinata Crans-Montana: Brignone ancora sul podio, vince Shiffrin

Federica Brignone - Foto Marco Trovati - Pentaphoto

La regina dello slalom Mikaela Shiffrin detta legge vincendo la combinata alpina di Crans Montana, terza e ultima prova della specialità, superando di settanta centesimi la nostra azzurra Federica Brignone, che dimostra un improvviso quanto inaspettato feeling con lo slalom e conferma la splendida vittoria di venerdì. Terza è l’onnipresente Ilka Stuhec, staccata di +0.89, che non solo si porta a casa la Coppetta di Specialità, ma che supera anche Lara Gut in classifica generale e si porta solo a 298 punti di distacco dall’americana Shiffrin, leader di Coppa.

La gara si inaugura con il terzo super-g del fine settimana. Ormai la neve e la pista avrebbero dovuto essere piuttosto interiorizzate dalle atlete, invece abbiamo assistito anche oggi a una sorta di “carneficina”: più di un terzo delle atlete in partenza (diciassette per la precisione) sono uscite dal tracciato dell’allenatore francese, tra le quali anche la sua atleta di punta nella disciplina, Anne Sofie Barthet. Era un tracciato che andava studiato bene in partenza perché il tracciatore ha seminato vari trabocchetti lungo tutta la pista, pur lasciando la parte iniziale e finale praticamente identica a ieri. Come nei giorni precedenti, le linee e il coraggio erano i due elementi chiave di questo super-g: scegliere le linee giuste e, come si dice in gergo, “buttare giù le punte”, prediligendo sempre la centralità che, su una neve così saponosa e su una pista così ripida e piena di curve, era veramente un compito difficile. Lo svolge in maniera perfetta la vincitrice di ieri, la slovena Ilka Stuhec che, dopo aver visto saltare le due atlete prima di lei, non si fa impensierire e piazza la terza prestazione maiuscola del weekend (1:21.05). Sembra non esserci storia neanche oggi e invece Sofia Goggia, con pettorale 19, sorprende tutti e, con linee e pieghe da paura, stavolta trova il traguardo rifilando alla slovena +0.36. Maiuscola è anche la prova della canadese Marie-Michelle Gagnon, terza dopo il super-g a soli +0.58 dalla leader e assoluta favorita per la vittoria finale.

Lo slalom si apre invece sulla stessa superficie saponosa di venerdì, ma stavolta in pieno sole (si era gareggiato un’ora più tardi) e quindi con manto che si va scavando più del solito col susseguirsi delle discese. Subito le svizzere si fanno vedere. Ottime prove di Michelle Gisin e Wendy Holdener, ma i ritardi dalle prime erano troppo alti dopo il super-g. Ci penserà Federica Brignone a zittirle e a dare più di otto decimi alla vicecampionessa del mondo, mettendo in pista una prova fluida e sempre a tempo come nella gara di venerdì. Purtroppo non le sarà sufficiente per bissare la vittoria della prima combinata perché Federica ha sbagliato tanto in super-g, cosa che non ha fatto invece Mikaela Shiffrin la quale, partendo così già con trentacinque centesimi di vantaggio, ha amministrato per tre quarti pista, per poi scatenare i suoi cavalli nelle ultime 5 porte e portarsi a -0.70 dalla valdostana. Come ai mondiali, le prime due posizioni erano ricoperte da Ilka Sthuec e Sofia Goggia ma se la prima è riuscita a mantenere centralità durante tutta la discesa e ad accodarsi poco dietro la Brignone, lo stesso non si può dire di Sofia Goggia, che non ha mai realmente preso il ritmo di questo slalom e ha concluso solamente ottava a +1.89 dalla leader e perdendo la possibilità di lottare per la sua prima vittoria.

Da sottolineare pure l’ottimo quinto posto di Ricarda Haaser, che dopo un ottimo super-g (è atleta più tecnica che velocista) riesce addirittura a guadagnare una posizione in slalom, chiudendo a +1.45 mettendosi dietro atlete del calibro di Wendy Holdener. Disdetta invece per Marie-Michele Gagnon che non riesce ad agguantare il primo podio in stagione per soli quattro centesimi, chiudendo quarta a +0.89. Ironicamente ha perso terreno proprio nella sua disciplina di punta, lo slalom.

Il fine settimana di Crans Montana è stato molto probabilmente il più soddisfacente di questa stagione per la nazionale italiana: non siamo mai scesi dal podio, abbiamo conquistato una vittoria e sono andate a punti, anche con ottimi risultati, atlete giovani e con poca esperienza (Nicol Delago a punti in due gare su tre e Federica Sosio decima nella combinata di venerdì), prestazione che zittisce in maniera piuttosto eclatante le critiche rivolte alla nostra nazionale. Questa tre giorni è stata la dimostrazione che la squadra italiana femminile c’è ed è anche capace di fare bene in tutte le discipline. Oggi Federica Brignone è arrivata seconda dopo essersi praticamente sdraiata sulla neve in super-g, cioè ha costruito il suo podio in slalom e forse senza quell’errore sarebbe addirittura riuscita a star davanti a Shiffrin. Sofia Goggia ha dimostrato che, se azzecca tutto, è la migliore in super-g: ha bisogno di tempo ed esperienza per riuscirci e per potenziare la sicurezza in slalom, anche se va detto che da una non specialista come lei, su questa pista bucherellata, non ci si poteva aspettare molto: ottava, forse con un po’ di delusione, perché nelle prime cinque si poteva arrivare. Marta Bassino oggi arriva nona, ma lei è una gigantista. Né slalomista, né super-gigantista. Di conseguenza, la sua prestazione assume una valenza molto più importante: primi punti in carriera nella disciplina e già top-ten. Tanto di cappello a Marta che ha dimostrato di sapersi muovere molto bene tra le porte strette. 21/esima Nicol Delago con una prestazione discreta soprattutto in super-g. Ma è giovane e ha tempo di crescere. Peccato per Elena Curtoni, che ha inforcato subito dopo il secondo intermedio, quando però già aveva un forte ritardo e anche per Federica Sosio, che avrebbe potuto veramente far bene in slalom ma che è stata ingannata da uno dei vari trabocchetti del super-g, come Francesca Marsaglia.

Il fine settimana di Crans Montana è stato importante e sorprendente per due ragioni in particolare: in primo luogo ha messo in luce un lato di Federica Brignone che non conoscevamo. Le sue doti da slalomista per ora non erano emerse per niente, visto il suo quattordicesimo posto come best nella disciplina (Zagabria 2015) e dopo la gara di venerdì si poteva pensare a un evento isolato. Ma oggi no: oggi ha lasciato tutti a bocca aperta centrando il secondo tempo di manche a soli +0.35 da Mikaela Shiffrin, la regina della specialità e rifilando rispettivamente +0.50 e +0.51 a due specialiste della disciplina come Holdener e Gisin. Spettacolare Federica: è un peccato che rimangano solamente due slalom nella stagione. Ora che con queste prove ha trovato finalmente una conferma delle sue capacità, necessaria per la sicurezza mentale dell’atleta, sarebbe stato bello vederla all’opera. La vedremo a Squaw Valley. In secondo luogo ha veramente reso chiaro come questa Ilka Sthuec, atleta da top 15 a inizio stagione, ora si possa veramente considerare un’avversaria per la World Cup di Mikaela Shiffrin, in contumacia di Lara Gut operata al ginocchio dopo un incidente in ricognizione ai Mondiali di San Mortiz. Nessuno se lo sarebbe aspettato a inizio gennaio, figuriamoci a inizio stagione. Lei è un esempio per tutte: sempre solare, disponibile e gentile ha dimostrato che veramente tutte le atlete nel Circo Bianco, se riescono a trovare la giusta quadratura tecnico-mentale, possono diventare delle campionesse, il talento aiuta e tanto ma non è assolutamente tutto, come spesso si sente ripetere. Buona fortuna a Ilka e che vinca la migliore.

 

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