Rugby, Sei Nazioni 2018: Irlanda-Italia 56-19, le pagelle degli azzurri

Sei Nazioni Italia, Sei Nazioni 2018 - Foto Roberto Proietto

Se non riesci ad attaccare, almeno devi avere la difesa solida. Altrimenti succede che prendi 28 punti dall’Irlanda già nel primo tempo del match dell’Aviva Stadium di Dublino e finisci con un punteggio di 56-19 che ci sta bene solo per le tre mete azzurre arrivate nel secondo parziale e per la capacità di Parisse e compagni di non mollare nonostante le difficoltà. L’Italia, come nella scorsa partita con l’Inghilterra, ha mostrato le cose migliori in attacco e quelle peggiori in difesa, è stata messa sotto dai trifogli di Joe Schmidt, che – per almeno 60 minuti – riescono a enfatizzare tutte le sue debolezze.

Rapidissimo uno-due nel primo quarto d’ora per l’Irlanda con le mete di Henshaw e Murray, replicato anche dall’ondata di Aki a ridosso del ventesimo. Pronti-via e l’Italia si ritrova sotto per 21-0 grazie anche all’infallibile piede di Sexton. Un’incertezza di Tommaso Boni regala la meta del bonus ai trifogli già nel primo tempo, con Earls che concretizza una grande corsa dello stesso Aki.

Praticamente inconsistente l’Italia nei primi 40 minuti, nonostante qualche sbavatura in difesa degli avversari. L’unica azione in cui si poteva incidere nei cinque metri (magari con una maul da portare fino in fondo) viene malamente sprecata da una touche approssimativa di Bram Steyn.

Il secondo tempo si apre con l’errore di Parisse e la seconda meta di Henshaw che si fa anche male nella realizzazione. Best fa strage sulle macerie con la sesta meta irlandese, concretizzata anche dal calcio del neo-entrato (al posto di Sexton) Carbery.

Ma i cambi azzurri (specialmente Gori, Ruzza e Hayward) sembrano dare i loro frutti. La corsa di Castello che lancia in meta Allan arriva come un lampo di luce, nel buio più nero. La risposta – rabbiosa – degli avversari sta nella sesta meta di Stockdale con tuffo a terra e torna a incanalare il match nel binario che aveva preso dall’inizio.

Il finale di gara è un po’ svagato da parte degli irlandesi. Una grande pedalata di Minozzi (migliore in campo per gli azzurri) regala un pallone comodo a Parisse che, con qualche affanno, smista per Gori. Il mediano di mischia corregge una sua posizione di partenza non perfetta e schiaccia in meta. Il capitano azzurro gioca anche troppo velocemente un calcio libero che permette un rapido recupero agli irlandesi e la conseguente settima meta di Stockdale. Nel finale c’è spazio per la meritatissima segnatura di Minozzi e poco manca (vedi sgroppata di Castello interrotta sul più bello) alla realizzazione del punto che avrebbe permesso agli azzurri di portarsi a casa il bonus. Magra consolazione, ma l’Italia – anche nel suo momento peggiore – non ha mollato.

SEI NAZIONI 2018, IRLANDA-ITALIA 56-19

15 Matteo Minozzi 7: Macina sempre tantissimi metri in avanti, sfruttando la sua velocità. Decisivo anche in alcuni placcaggi: è il migliore degli azzurri nel primo tempo. Da una sua grandissima pedalata nasce anche la seconda meta degli azzurri. La prestazione è coronata dalla bellissima meta finale

14 Tommaso Benvenuti 5,5: Che sofferenza sulla catena di destra in difesa: gli attacchi irlandesi lo trovano quasi sempre impreparato. Riesce a evitare – con una buona ostruzione – una meta avversaria dopo un calcio in profondità, ma non è in grado di tenere Henshaw nell’occasione della quinta meta irlandese. Bel passaggio in occasione della terza meta azzurra.

13 Tommaso Boni 5: In palla nei primissimi minuti, subisce il ritorno dell’Irlanda nella prima parte di gara. Commette una sciocchezza sulla meta del bonus irlandese, esponendo il pilone all’attacco di Aki. (dal 54′ Hayward 6 – offre il suo contributo di qualità: bellissimo l’assist in occasione della terza meta azzurra)

12 Tommaso Castello 6: Anche lui vittima delle ondate di trifoglio nei primi venti minuti del match. Nel secondo tempo, inizia con il piglio giusto e va a prendersi un attacco nel buco lasciato (in maniera un po’ pigra) dagli avversari. Il pallone perfetto per Allan è la ciliegina sulla torta: la prima meta azzurra è quasi sua.

11 Mattia Bellini 5,5: Non può sfondare perché l’Italia, in tutto il primo tempo, non manovra. Lascia qualche buco in difesa, spalancando le praterie agli avversari. Non molla fino all’ultimo, ma con uno sprint in più poteva portare a casa il punto di bonus per l’Italia.

10 Tommaso Allan 6: Nella prima parte della gara, con l’Italia al dato minimo di possesso, le cose migliori le fa in copertura. Nel secondo tempo, concretizza la miglior corsa di Castello, prima mettendo a terra l’ovale, poi realizzando la meta. Non infila tra i pali il calcio successivo alla terza meta.

9 Marcello Violi 5: Giornata difficile, perché soffre troppo i rapidi tagli degli avversari. Lento nella ripresa del gioco nelle scarse occasioni di possesso azzurro nel primo tempo. (dal 57′ Gori 6,5 – Autore della seconda meta azzurra: piccolo errore di posizione anche in questa occasione, ma alla fine è bravo a correggere. Messaggio a O’Shea: “io ci sono”)

8 Sergio Parisse 5,5 (c): Qualche incertezza di troppo anche per il capitano, nel corso del primo tempo. Deve mediare con l’arbitro Poite che gli fa notare l’indisciplina dei suoi compagni. Sbavature non da lui nelle rare azioni manovrate dell’Italia, come nell’occasione della quinta meta irlandese dove, con un loop troppo stretto verso Allan, lascia campo aperto a Henshaw. O della settima segnatura avversaria, quando gioca troppo velocemente un calcio libero con conseguente perdita sanguinosa di possesso. Fornisce l’assist per la seconda meta azzurra.

7 Abraham Steyn 5: Un po’ incerto sulla prima meta irlandese. Ma non può far molto nella lettura del passaggio irlandese, davvero velocissimo e teso. Vanifica anche il primo vero attacco azzurro alla fine del primo tempo, andando a saltare con una sola mano e perdendo il possesso nella maul che avrebbe potuto regalare un parziale meno impietoso a metà gara. (dal 44′ Mbandà 6 – fornisce una maggiore solidità al placcaggio)

6 Sebastian Negri 5: Lui e Benvenuti soffrono sulla catena di destra, specialmente sulla seconda meta irlandese. (dal 57′ Ruzza 6 – entra bene in partita, soprattutto quando deve superare il primo uomo al contrasto)

5 Dean Budd 5,5: Prova a lottare, ma il suo apporto è meno consistente delle altre sue presenze azzurre. Meglio nella seconda frazione di gioco, complici anche i tanti cambi dell’Irlanda.

4 Alessandro Zanni 5,5: Manca di reattività e soffre nel mantenere la disciplina: non una bella partita dopo la convincente centesima all’Olimpico contro l’Inghilterra.

3 Simone Ferrari 5,5: La mischia chiusa funziona, ma al centro del campo non riesce a fronteggiare la forza fisica degli avversari (dal 54′ Pasquali 5,5 – Subisce l’ondata dell’Irlanda a inizio ripresa, ma cresce con il resto della squadra nell’ultima parte)

2 Luca Bigi 5: Stringe i denti in mischia chiusa, ma il resto è poca roba a cospetto degli irlandesi. Esce a inizio secondo tempo per far posto a Ghirlaldini (dal 44′ Ghiraldini 5,5 – ci mette l’esperienza nelle fasi cruciali del gioco. Soffre le ventate avversarie, ma ricicla bene un buon numero di palloni)

1 Nicola Quaglio s.v.: Fa quel che può insieme al resto della prima linea, ma soffre. E’ il primo ad alzare bandiera bianca lasciando il posto a Lovotti (5,5) che porta a casa una prestazione coriacea anche se con qualche sbavatura.

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Giornalista professionista, classe ‘89. Ricorda ancora la pioggia e il vento del 27 luglio ‘98, quando Marco Pantani ingoiò il Galibier come una fetta di torta. I suoi amici sognavano di fare i calciatori, lui di fare le telecronache delle loro partite